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Resoconto Stenografico
XIX LEGISLATURA
Resoconto Stenografico dell'Assemblea
Seduta n.590 di martedì 30 dicembre 2025
INDICE
(nominativi degli intervenuti in ordine alfabetico)
- Missioni. PRESIDENTE (MULE' Giorgio)
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 72, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).
- Preavviso di votazioni elettroniche (ore 11,04). (ore 11,04) PRESIDENTE (MULE' Giorgio)
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
- Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato) (A.C. 2750). Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (A.C. 2750/I) (ore 11,05). (ore 11,05) PRESIDENTE (MULE' Giorgio)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2750: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 e relativa Nota di variazioni (A.C. 2750/I).
Ricordo che è stata disposta la ripresa televisiva diretta delle dichiarazioni di voto finale dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto. La Presidenza, ovviamente, vi avvertirà a ridosso della conclusione del tempo. Intanto, diamo inizio agli interventi.(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2750)
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)RICCARDO MAGIPRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Magi. Ne ha facoltà.PRESIDENTE (MULE' Giorgio)RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). Presidente, rappresentanti del Governo, voteremo “no” a questa legge di bilancio non solo perché non contiene una strategia e delle misure per la crescita economica del Paese, per il recupero della competitività del sistema produttivo, per i salari, per l'innovazione, per i giovani, che sono quelli che ci rimettono di più quando manca una strategia per un Paese, non solo perché sono esplose, Ministro Giorgetti, alla quarta legge di bilancio, tutte quante le balle propagandistiche che avete raccontato agli italiani nella campagna elettorale che avete vinto. Avreste dovuto disintegrare la legge Fornero, avreste dovuto azzerare le accise.
I colleghi della maggioranza parlano con il Governo. Questo è anche quello che accade, nonostante gli italiani che ci seguono. Chiedo di recuperare il tempo, perché sto parlando con dei Ministri che parlano con i colleghi della maggioranza.
Dicevo che voteremo “no” perché sono esplose tutte le balle propagandistiche che avete raccontato agli italiani: l'azzeramento delle accise, l'azzeramento della legge Fornero e addirittura 1.000 euro dal suo partito, Ministro Giorgetti, perché avevate promesso che avreste messo 1.000 euro nei conti correnti degli italiani meno abbienti. Tutto questo è risultato essere per quello che era già evidente nella campagna elettorale, cioè una presa in giro degli italiani.
Non solo per questo voteremo contro, ma per l'idea di democrazia profondamente illiberale e profondamente, quindi, anti-democratica che questo Governo porta avanti anche nella discussione di questa legge di bilancio. Gli italiani devono saperlo: questa legge di bilancio è stata esaminata effettivamente da 10 senatori e votata e approvata da una decina di senatori membri della Commissione bilancio del Senato. Questo Parlamento, questa Camera, si può chiudere, si può vendere e si può valorizzare come farebbe il vostro amico Trump. Chiedetegli qualche consiglio. Insieme alla bufala dell'oro al popolo, che avete voluto inserire in questa legge di bilancio, inserite anche i proventi della vendita del Parlamento quando si esprime questa idea della democrazia.
Ministri, guardate che non è scontato, non è necessario che sia così, ma è un fatto di volontà politica, perché fino a pochi anni fa questo Parlamento poteva esaminare, discutere, emendare e votare. Questo fa parte di una stessa idea di democrazia che è quella che vi ha portato a 115 decreti in questa legislatura e alla centoquattresima questione di fiducia messa su questo bilancio. Se c'è la volontà di non andare verso una concentrazione di poteri, perché di questo si tratta, allora le garanzie e il garantismo, che vi stanno tanto a cuore, significano sempre limitare i poteri. Dare valore al Parlamento significa dare valore alla voce dei cittadini. Voi avete un'idea di concentrazione del potere, avete un'idea plebiscitaria del potere.
Io lo dico a lei, Presidente: appendete questo fuori da questa Camera (Il deputato Magi mostra un cartello con la scritta: “Vendesi”). Non mi deve dire nulla, lo tolgo subito, non mi deve dire nulla.RICCARDO MAGIPRESIDENTE. Prego, fa tutto lei.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). Ma vi dico attenzione, perché stiamo andando su una china pericolosissima. È una china pericolosissima. Qui c'è un banco che noi teniamo, con ossequio e con rispetto, vuoto: è il banco dell'onorevole Matteotti.
RICCARDO MAGIPRESIDENTE. Concluda per favore.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). Sapete l'onorevole Matteotti che cosa aveva cominciato a prendere di mira ossessivamente e veniva dileggiato da tutti? L'eccesso della decretazione d'urgenza in quella fase storica. Non è un problema di cattiveria delle persone, è un problema di sistemi che marciscono...
RICCARDO MAGIPRESIDENTE. Deve concludere.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)RICCARDO MAGI (MISTO-+EUROPA). …e il nostro sistema di democrazia parlamentare sta marcendo. Rendiamocene conto tutti insieme e siamo responsabili e consapevoli di questo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-+Europa e di deputati del gruppo Italia Viva-il Centro-Renew Europe).
DIETER STEGERPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Steger. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)DIETER STEGER (MISTO-MIN.LING.). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, la legge di bilancio non è un elenco di commi, è una promessa di Stato. È la promessa che facciamo a chi timbra all'alba e rientra che è notte, a chi ha un'azienda e ogni mese si chiede se riuscirà a pagare stipendi e bollette, a chi ha un genitore fragile e vive con l'ansia della prossima visita, a chi abita in montagna e sa che, quando chiude un esercizio, non chiude un ufficio, si allunga una distanza, si spegne una comunità.
Io leggo questa legge di bilancio con due lenti e non le nascondo: il metodo Draghi, dove credibilità e crescita stanno insieme o non stanno, e la lente dell'autonomista per cui lo Stato è davvero forte non quando accentra ma quando garantisce diritti uguali e affida responsabilità a chi può renderli concreti, vicino alle persone.
C'è una legge semplice, quasi fisica: senza credibilità non c'è crescita, senza crescita la credibilità si sbriciola. Ma la domanda che decide il futuro, quella che le famiglie e le imprese ci fanno in silenzio ogni giorno è una: questa manovra alza la produttività dell'Italia o ci fa solo tenere, sopravvivere, galleggiare?
Riconosco che il testo definitivo cerca affidabilità e non è poco, perché gli interessi sul debito non sono una riga di bilancio, sono il prezzo della nostra libertà. Ogni miliardo in più per interessi è un miliardo in meno per la sanità, la scuola, i trasporti, i servizi nei territori. Però - e qui la politica deve avere schiena dritta - non basta non cadere, serve una rotta. E la rotta ha un nome: produttività. Vuol dire investimenti, capitale umano, innovazione, regole stabili, pubblica amministrazione che accelera invece di frenare.
Sul lavoro ci sono segnali giusti perché legano salario e produttività, imposta sostitutiva sugli incrementi retributivi 2026, premi di produttività agevolati e nel turismo una misura sui compensi per turni notturni e festivi. Bene, è la direzione corretta, ma diciamoci la verità: la spinta è ancora troppo debole rispetto alla sfida. La produttività non cresce con ritocchi, cresce se rendiamo il lavoro più qualificato e più conveniente, se diamo tempi certi, semplificazione vera, formazione e politiche attive che funzionano davvero.
Sul fisco c'è un segnale leggibile: la riduzione dell'aliquota dal 35 al 33 per cento, ma poi torna la micro ingegneria su detrazioni e oneri, e questo produce una tassa invisibile: l'incertezza. L'incertezza è veleno per gli investimenti, frena decisioni, frena assunzioni, frena innovazione. Un Paese che vuole crescere deve ripetere ogni giorno la stessa frase, con coerenza: regole semplici, stabili, prevedibili.
Su imprese e investimenti vedo intenzioni condivisibili e una sensibilità europea sulle filiere, ma se gli incentivi si reggono su finestre e su piattaforme, gli adempimenti diventano costo e casualità. La produttività non cresce con il click day permanente; cresce quando un'impresa può programmare, quando lo Stato è alleato e non un ostacolo.
Su sanità e sociale, risorse sì ma con risultati. Perché dietro le liste di attesa ci sono volti, famiglie, giorni persi, paure vere.
Apprezzo l'impostazione che lega verifiche e percorsi di rientro nei livelli. È un metodo serio, finalmente, e meritano rispetto le misure che aiutano chi deve spostarsi per cure complesse. In quei momenti lo Stato non deve essere lontano e burocratico, deve essere presenza, sostegno e dignità.
Sull'autonomia, diritti uguali, strumenti diversi. Nel testo definitivo c'è un segnale positivo per le autonomie speciali. Risorse dedicate su più anni e l'impegno a un'intesa, entro il 30 aprile 2026, se le misure fiscali generano perdite di gettito.
Bene, ma l'autonomia vive di certezza, non di trattativa permanente. Perché senza stabilità si programma peggio, si investe meno e a pagare, alla fine, sono sempre i cittadini, soprattutto nei territori fragili dove la distanza non è un concetto. È, purtroppo, vita quotidiana. Ecco perché non posso dire “sì”. Questa manovra ha luci ma non ancora una rotta capace di trasformare prudenza contabile in crescita della produttività.
E mi avrebbe convinto fino in fondo solo con scelte più nette, un taglio stabile del cuneo, incentivi automatici e semplici per investimenti in ricerca e sviluppo, una spending review vera, sanità legata a target misurabili, politiche per la casa che aumentino l'offerta e diano poteri locali basati su dati, LEP e LEPS finanziati con certezza e pieno rispetto delle autonomie speciali.
Ecco, per queste ragioni, annuncio un'astensione netta, motivata e leale. Non è un “mi tiro indietro”, è un “vi chiedo di fare meglio”. È un'astensione che riconosce ciò che va nella direzione giusta ma pretende un salto di qualità: meno frammenti e più rotta, meno micro misure e più produttività, meno centralismo e più responsabilità. Perché la sfida è una sola: tenere insieme credibilità e crescita, e farlo con i territori come partner responsabili.DIETER STEGERPRESIDENTE. Concluda…
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)DIETER STEGER (MISTO-MIN.LING.). Se ci riusciremo, non avremo approvato solo un bilancio, avremo restituito fiducia, e la fiducia in politica economica è già crescita (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Minoranze Linguistiche).
DAVIDE FARAONEPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Faraone. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)DAVIDE FARAONE (IV-C-RE). Grazie, Presidente. Oggi, con la pubblicazione che avverrà nelle prossime ore della legge di bilancio nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, abbiamo ufficialmente decretato la truffa che il Governo ha fatto ai danni degli italiani. Le truffe.
Wanna Marchi rispetto a voi era una chierichetta, perché avete messo insieme una serie di pacchi, rifilati agli italiani, che non sono mai troppi. Avete venduto in campagna elettorale un prodotto e poi avete fatto l'opposto su tutti i rami dell'amministrazione. E non vi siete limitati soltanto a non fare quello che avevate promesso, come giustamente hanno detto tanti miei colleghi e, cioè, non avete abolito la legge Fornero, come avevate promesso. Avete fatto di più, avete rilanciato: avete spedito più tardi in pensione il 98 per cento degli italiani.
Tutto questo è accaduto, come “i ladri di Pisa”, nonostante Giorgetti e Salvini: siete stati beccati addirittura a peggiorare ulteriormente la Fornero. Cioè, non vi siete limitati a chiudere tutte le possibilità di uscita anticipata - Quota 103, Opzione donna – ma avete pure provato a far andare in pensione più tardi di quattro anni gli italiani e siete stati colti con le mani nella marmellata; a quel punto, siete tornati indietro, dopo che avevate promesso addirittura l'abolizione della legge Fornero.
Avete truffato anche le nuove generazioni, Ministro Giorgetti, Ministro Tajani. Io le ricordo le vostre parole quando avete introdotto Quota 100 e dicevate “andranno prima in pensione i lavoratori più anziani e libereranno il posto per le nuove generazioni”. Con la mancata abolizione della legge Fornero non solo non sono andati in pensione prima i lavoratori più anziani ma, oggi, festeggiate su nuove assunzioni e sull'occupazione che cresce semplicemente perché i lavoratori più anziani continuano a stare in servizio. Per cui la beffa è doppia. Duecentomila ragazzi scappano da questo Paese perché non hanno la possibilità di trovare un'occupazione, perché non avranno una pensione se non quella attualmente sociale. Ministro Tajani, che fine ha fatto la sua promessa di 1.000 euro di pensione sociale per tutti quelli che la percepiscono oggi, e che percepiscono 619,8 euro? Col ritmo di 3 euro l'anno di aumento ci vorranno 127 anni per arrivare ai 1.000 euro mensili che ha promesso. Wanna Marchi, rispetto a lei, Ministro Tajani, è una donna che faceva beneficenza.
Io credo che le truffe che avete fatto nei confronti degli italiani sono incredibili anche sulle tasse, perché Forza Italia, la Lega, Fratelli d'Italia ci hanno fatto sempre la testa come un pallone sul tema che ha riguardato il taglio delle tasse.
Ma come è possibile fare una legge di bilancio in cui introducete 10 miliardi di nuove tasse per gli italiani, che possiamo benissimo elencare? Per cui non è che stiamo lì a chiacchierare, “la mia parola contro la sua”. In questa legge di bilancio ci sono tasse sui tabacchi, tasse sull'RC auto, tasse sui pacchi, tasse sul gasolio. Ministro Giorgetti, io me lo ricordo Salvini che andava a Porta a Porta e diceva delle accise; Ministro Ciriani, ricordo anche della Meloni, lo spot famoso al distributore. Voi anche qui avete rilanciato, cioè non è che non avete tagliato le accise, le avete aumentate. In più le tasse sulla casa, che fine hanno fatto? Al meeting di Comunione e Liberazione vi precipitavate lì sul palco per dire: 15 miliardi sulla casa. Non ci sta un euro, per bocca di Salvini non ci sta un euro, che chiedeva di tassare ancora di più le banche perché altrimenti non trovava i soldi per la casa. La Tobin tax raddoppiata; l'IRAP, tassa rapina, che naturalmente sarà una tassa, così come RC auto, e colpirà coloro che assicureranno le loro automobili; questo aumento dell'IRAP colpirà i correntisti perché il Governo non fa neanche quello che dovrebbe fare di controllo delle banche. Io ricordo - quando dalla Banca centrale europea venivano alzati i tassi - come immediatamente le banche adeguavano i tassi dei mutui variabili, a tasso variabile, e come, invece, quando è accaduto il contrario, che venivano tagliati i tassi, tutto il decremento avveniva con lentezza, con serenità, con tranquillità senza che il Governo muovesse un dito. La stessa cosa mi aspetto oggi, la reazione delle banche sarà contro i correntisti rispetto alle azioni che avete portato avanti. E in più, ieri, la novità dei pedaggi; naturalmente prima ci stava il chiodo con cui Salvini se la prendeva per i ritardi dei treni; oggi ci sta la Consulta, nonostante lui fosse quello che andava a protestare perché i pedaggi non andavano pagati perché troppo alti e lui ora li innalza ulteriormente.
Avete truffato gli italiani anche dicendo che avreste tassato le big tech, invece cosa accade? Se un italiano paga in ritardo di 60 giorni una multa, viene penalizzato, vengono messe le more, viene pignorato il conto corrente, viene bloccata l'automobile, mentre Amazon, che è uno dei giganti delle big tech ai tempi alla Meloni fa una trattativa col fisco e gli vengono tagliati 500 milioni di euro di tasse in più per un'evasione di un miliardo e 200 milioni; quindi, altro che poco il 3 per cento delle tasse alle big tech e bisognava tassarle sugli accessi, ci gridava la Meloni da quel microfono lì; qui addirittura gli abbonate l'evasione, abbonate quello che invece gli italiani pagano in maniera diligente.
Così come avete truffato sulla crescita economica: ci avete detto che l'Italia era la locomotiva dell'Europa. Poi arriva Dombrovskis, fa due conti sul PIL dei Paesi e scopriamo che la Spagna viaggia quattro volte più velocemente di noi, che il PIL è cresciuto in questo Paese soltanto perché c'è il Piano nazionale di ripresa e resilienza, altrimenti saremmo in recessione. Quindi, truffate dicendo che corriamo, mentre invece non riuscite a fare una legge di bilancio per un PIL assolutamente irrisorio. Così come avete truffato i medici, gli infermieri, i pazienti sulla sanità perché continuano a chiudere i reparti, perché i medici vanno in pensione e man mano che vanno in pensione si chiude il reparto, senza alcuna programmazione; con la truffa anche lì della riforma sull'accesso ai corsi di laurea in medicina, in cui avevate spiegato che era stato abolito il numero chiuso; abbiamo scoperto che il numero chiuso esiste ancora, è addirittura sbarrato perché naturalmente quel semestre filtro è stato un bluff, altro imbroglio ai danni degli italiani.
Avete truffato le Forze dell'ordine, fino ad oggi la barzelletta di Crosetto e la Lega, che litigano perché la Lega chiede più militari per strada e Crosetto rilancia dicendo: “no, servono più assunzioni tra i militari”. Oh, ma la legge di bilancio l'abbiamo approvata e di tutto quello che avete scritto negli ordini del giorno, che non servono a un tubo, non c'è nulla. Le Forze dell'ordine che abbiamo sentito e che avete sentito anche voi, spero, nelle vostre consultazioni, vi avevano chiesto 10.000 agenti in più, perché non riescono a garantire la sicurezza. Le strade delle nostre città sono insicure, le stazioni… e di questi 10.000 agenti non si è vista neanche l'ombra; anche loro mandati in pensione più tardi, anche loro mal retribuiti: truffa ai danni delle Forze dell'ordine. E continuate a tenere 500 poveri Cristi in Albania a fare la guardia al bidone, e servirebbero qui in Italia.
Avete promesso, sapendo che non potevate mantenere, Ministro Giorgetti, Ministro Tajani, Ministro Ciriani. Avete presentato adesso il conto agli italiani. Questo non è, Presidente, governare: è ingannare. Avete promesso miracoli e avete consegnato pacchi (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-il Centro-Renew Europe).MAURIZIO LUPIPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupi. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)MAURIZIO LUPI (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, signor Presidente. Ministro Giorgetti, onorevoli colleghi, diciamo sin da subito che Noi Moderati voterà convintamente a favore di questa legge di bilancio. È la quarta legge di bilancio dal 2022 ad oggi. Mi dispiace per il collega che ci ha preceduto, non è né un pacco né una truffa. E lo dico perché il primo grazie che noi dobbiamo dire, noi tutti, il Parlamento, è un grazie alle nostre famiglie, ai nostri lavoratori, alle nostre imprese, alle nostre associazioni di volontariato (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare), perché dal 2022 ad oggi hanno dimostrato di essere la vera spina dorsale di questo Paese.
Ricordo a qualcuno che non ha la memoria che cosa accadde nel 2022, quando ereditammo il Governo di questo Paese: una guerra appena scoppiata nel cuore dell'Europa, con l'invasione della Russia in Ucraina, una crisi energetica drammatica, decine di miliardi investiti per recuperare quel costo dell'energia. Ebbene, in queste quattro leggi di bilancio noi abbiamo fatto delle scelte, è vero, perché di fronte alla spina dorsale, agli eroi del quotidiano, alla forza del popolo italiano avevamo un dovere: quello di fare delle scelte serie, concrete.
Noi Moderati ha appena concluso la sua assemblea programmatica dicendo che la vera sfida è la forza della responsabilità, la serietà, la concretezza, facendo delle scelte politiche, quelle con la P maiuscola. Per noi le scelte, sin dall'inizio della nostra legge di bilancio, sono state proprio queste: mettere al centro la persona, la famiglia, il lavoro, l'educazione, la scuola e la formazione, le imprese. Queste sono state le scelte che hanno ispirato le quattro leggi di bilancio che abbiamo sviluppato in questi quattro anni. Poi sentiremo l'opposizione. L'avete già sentita - chi ci ascolta da casa - dire che tutto è un pacco, tutto una truffa, che abbiamo tolto il pane agli italiani, che non abbiamo messo risorse per la sanità. Potrei semplicemente dire che basta leggere la relazione consegnata al Senato e alla Camera dall'Ufficio parlamentare di bilancio, organo indipendente, per dire come, invece, si sottolinea che a queste scelte politiche hanno corrisposto scelte concrete.
Ma quello che mi interessa oggi è sottolineare qui, in questa dichiarazione di voto, il contributo che Noi Moderati ha voluto dare, insieme alle altre forze politiche - è inutile parlare di tutte le scelte che abbiamo fatto, saranno anche gli altri gruppi parlamentari a sottolinearlo -, in questa legge di bilancio e nelle leggi precedenti. La prima, che per noi è fondamentale: si costruisce il futuro solo investendo in educazione, formazione e scuola. E, permettetemi, c'è una battaglia storica che in questa legge di bilancio è stata portata a casa da Noi Moderati, ma da tutta la maggioranza, e di questo devo ringraziare, ovviamente, la Presidente del Consiglio e il Ministro Giorgetti. La libertà è uno dei temi fondamentali che ispira la cultura politica del centrodestra. Io da giovane ragazzo ero nel 1999 in una piazza, San Pietro, con 200.000 famiglie che gridavano all'unisono: libertà, libertà, libertà.
E c'era uno striscione che queste famiglie stendevano, riprendendo una frase di un giovane sacerdote: “Mandateci in giro nudi, ma non toglieteci la libertà di educare i nostri figli”.
Da quell'anno, per 26 anni, c'è stata una battaglia storica: la parità scolastica, la legge Berlinguer, l'intuizione che la scuola è pubblica e si esercita attraverso la scuola statale e la scuola paritaria e che dobbiamo permettere a tutte le nostre famiglie che pagano le tasse come tutti gli altri di poter scegliere liberamente l'educazione e quale educazione dare ai propri figli. Ebbene, da quel momento, per 25 anni, ci sono state battaglie su battaglie per arrivare ad una effettiva parità scolastica.
In questa legge di bilancio c'è un passaggio storico e il passaggio storico è quello stabilito dai contributi che abbiamo aumentato alle scuole paritarie, tra l'altro con 765 milioni di euro, e - ricordo - colmando una vergogna, che era quella che i figli dei genitori, i nostri ragazzi con disabilità che frequentavano le scuole paritarie erano considerati ragazzi di serie B perché non potevano avere la stessa dignità degli altri ragazzi che frequentavano le altre scuole (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare). Abbiamo messo 165 milioni per colmare questa disparità. E a chi pensa che le scuole paritarie non abbiano questa funzione dico: chiudiamo tutte le scuole d'infanzia. Chiudiamo i 900.000 studenti che fanno la scelta di andare alle scuole paritarie (Applausi del deputato Deidda). Chiudiamo le scuole che oggi hanno un costo medio per studente che è la metà di quello delle altre scuole statali. Ecco, questa è stata una battaglia che Noi Moderati ha voluto portare avanti. Si possono prendere voti o non voti, ma la politica è cultura, la politica è educazione, la politica è affrontare con serietà la propria visione del mondo e renderla concreta.
Abbiamo poi introdotto un altro tema, a proposito dell'educazione e della formazione, ed è un principio che, anche se affermato con poche risorse, è ancora fondamentale: che le spese che le nostre famiglie fanno per i libri scolastici non sono costi per le famiglie, sono un investimento per lo Stato. Aver introdotto per la prima volta un buono libri che i comuni daranno alle famiglie più bisognose per l'acquisto dei libri delle scuole superiori è l'ennesima dimostrazione che va in quella direzione (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare) e - perdonatemi - alla faccia degli statalisti, che non sanno che cos'è la libertà, non abbiamo tolto risorse alla scuola.
Per la prima volta avevamo detto, nel nostro programma elettorale, che c'è una funzione fondamentale, che è quella degli insegnanti, che devono recuperare un loro ruolo educativo fondamentale. Ebbene, il rinnovo contrattuale dal 2022 al 2024, con 3,4 miliardi di euro per rinnovare il contratto degli insegnanti, e aver messo, già in questa legge di bilancio, altre risorse per coprire il nuovo rinnovo contrattuale, dal 2025 al 2027, vuol dire fare dei fatti, non fare delle parole.
L'educazione, la scuola, la formazione e la famiglia. La famiglia è al centro e sulla famiglia abbiamo voluto, sin dall'inizio, destinare le risorse. L'Ufficio parlamentare di bilancio dice, alla faccia di quelli che dicono che non abbiamo fatto nulla e che abbiamo affamato le nostre famiglie, che ben 16,9 miliardi di euro è l'impatto di queste manovre a favore della famiglia, della genitorialità e della natalità. Ma scusate: per quanti anni - lo diciamo come Noi Moderati - si è parlato della conciliazione lavoro-famiglia, della dignità di una mamma di andare al lavoro e di poter mettere al mondo dei figli? E chi è che negli anni precedenti - e lo dico perché sono in Parlamento da 30 anni - ha mai dato attuazione concreta a questo? Quale mamma poteva permettersi di non andare al lavoro prendendo il 30 per cento dello stipendio dopo i 5 mesi di maternità obbligatoria? In questa legge di bilancio esiste - è strutturale - l'80 per cento dello stipendio per i 3 mesi per il congedo parentale fino a 14 anni di età. Sono fatti, sono parole concrete?
E parliamo poi, ovviamente, dell'ISEE, una parolaccia che, però, è fondamentale per garantire la dignità e la possibilità dell'accesso delle nostre famiglie ai servizi pubblici. Ebbene, la possibilità, per la prima volta, che dal calcolo dell'ISEE venga eliminata la prima casa che cosa vuol dire? È un segnale importante o non è un segnale importante? È aver riconosciuto che la rendita catastale di una casa in una città, in una grande città, è diversa dalla rendita catastale in una provincia.
Per non parlare poi degli oratori, battaglia che Noi Moderati ha voluto affermare in questa legge di bilancio: la funzione sociale degli oratori. Per non parlare del Terzo settore: 525 milioni, con 18 milioni di italiani che fanno la loro scelta dando il 5 per mille. C'era un tetto, l'abbiamo portato a 620 milioni. Allora, questo e altro è quello che noi stiamo facendo.
Sul lavoro basta dire un dato: 43,5 miliardi di euro, dall'inizio di questa legge di bilancio, dal 2022 ad oggi, per abbassare le tasse e aumentare gli stipendi. È pacco, è truffa o sono segnali concreti? Si può fare ancora molto.
Poi perché non parlare, ovviamente, anche dell'housing sociale, della possibilità finalmente di aver affidato a Cassa depositi e prestiti, solo con il sostegno dei puri costi, la possibilità di attuare quel PNRR che prevede di dare dignità ai nostri alloggi per i nostri studenti fuori sede.
Permettetemi, concludendo, di ringraziare ovviamente il nostro gruppo parlamentare al Senato, la senatrice Gelmini, la senatrice Versace, il relatore Mario Borghese, rappresentante del MAIE…MAURIZIO LUPIPRESIDENTE. Concluda.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)MAURIZIO LUPI (NM(N-C-U-I)M-CP). …partito federato con Noi Moderati, che ha permesso di migliorare anche le condizioni dei nostri 7 milioni di italiani all'estero e parlo dell'eliminazione della tassa di cittadinanza per le iscrizioni dei minorenni, delle risorse affidate alla diffusione della cultura dell'Italia e per le camere di commercio.
MAURIZIO LUPIPRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupi.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)MAURIZIO LUPI (NM(N-C-U-I)M-CP). Concludo, nei tre secondi che mi rimangono, dicendo che convintamente Noi Moderati voterà questa legge di bilancio. Se chi ci ha ascoltato da casa seguirà gli interventi anche degli altri gruppi di maggioranza, potrà decidere liberamente se stiamo facendo pacchi (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare)…
NICOLA FRATOIANNIPRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupi. Le ho dato anche 30 secondi in più.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fratoianni. Ne ha facoltà.PRESIDENTE (MULE' Giorgio)NICOLA FRATOIANNI (AVS). Grazie, signor Presidente. Signori Ministri, signore e signori del Governo, colleghi e colleghe, Alleanza Verdi e Sinistra voterà contro questa legge di bilancio. Voteremo contro per ragioni di metodo e per ragioni di merito.
Partiamo dal primo punto. In due mesi e mezzo è successo di tutto, soprattutto di notte: avete scritto e riscritto, cancellato e scritto ancora, cambiando tutto per non cambiare nulla. Qualcuno dirà che succede sempre così e che questa è solo la schiuma che galleggia in superficie. Forse è vero, ma è una schiuma molto sporca, perché in questa schiuma galleggia la vostra idea del potere, galleggia l'umiliazione del Parlamento, il monocameralismo di fatto, il sogno del premierato e dell'autonomia differenziata, il massimo della verticalità col massimo della frammentazione, quella che riduce il ruolo e il potere delle istituzioni della Repubblica e che frammenta e riduce la forza dei diritti dei cittadini e delle cittadine, condannati a un futuro e a un'esistenza diversa sulla base del luogo in cui nascono e in cui maturano la loro esperienza di vita. L'attacco poi alla magistratura, con la riforma cosiddetta della separazione delle carriere e con la cosiddetta riforma della Corte dei conti. In realtà, anche qui, il sogno che ritorna: controllare i controllati, impedire che i controllori possano dire la loro sull'esercizio di un potere che si vuole intoccabile quando nelle urne misura un voto in più.
Poi sotto la schiuma - che, come dicevo, è assai sporca - quando si ritira l'onda resta, però, il Paese reale, il Paese che resiste alla propaganda strombazzata giorno dopo giorno, a reti unificate, da Giorgia Meloni e dai suoi Ministri, dalle sue Ministre, dal suo Governo e dalla sua maggioranza. È il Paese reale che conta 5 milioni e 700.000 persone in povertà; ci sono 6 milioni di italiani - è il numero più alto di sempre - che rinunciano a curarsi, perché non se lo possono permettere, il loro portafoglio non è abbastanza pieno in un sistema sanitario indebolito, impoverito, incapace di rispondere ai bisogni di cura che crescono in una popolazione sempre più fragile; poi 2 milioni e 700.000 famiglie - famiglie, non persone - sono in povertà energetica, faticano a riscaldare le loro case, a utilizzare il gas per cucinare, insomma a fare i conti con i bisogni quotidiani, quelli che hanno a che fare con la sopravvivenza e con la dignità.
Un sistema industriale, il nostro, che per quasi 30 mesi ha visto il segno meno davanti all'indice della produzione, privo di prospettive, perché è assente da troppo tempo una politica industriale in grado di affrontare le crisi e, insieme, di indicare un futuro, magari capace di incrociare la transizione, la necessità con cui misurare il sistema industriale del nostro Paese, dell'Europa e del mondo intero, quella necessità che voi derubricate a ideologia verde, chiudendo gli occhi di fronte a un mondo che va veloce verso il precipizio.
Tutta la comunità scientifica, all'unanimità, ci dice che ormai non fare i conti con la catastrofe climatica è non solo irresponsabile, ma folle; folle sul piano climatico, folle sul piano economico, sul piano del benessere sociale, della sicurezza, insomma della politica. Ma tutto questo per voi è appunto ideologia verde.
Non c'è niente di più ideologico e di più cieco di una politica che non è in grado di guardare al mondo che ha di fronte e di costruire di fronte a quel mondo, alle sue crisi, alle sue faglie di crisi, risposte possibili; sì, perché sono oggi possibili, ma chiedono scelte che voi non solo non fate, ma contrastate e chiudete in un cassetto, condannando tutti e tutte noi a un futuro senza speranza.
Centinaia di migliaia di persone sono travolte ogni giorno in questo Paese da un'emergenza abitativa che si fa ormai esplosiva non solo nelle grandi aree metropolitane, ma in tutto il Paese. Da Nord a Sud, da Est a Ovest, gli affitti sono diventati inaccessibili non solo per le giovani coppie, quelle che voi definite abituate al divano, scarse di volontà nel loro impegno, ma inaccessibili per la gran parte dei cittadini e delle cittadine di questo Paese, per coloro, signor Ministro dell'Economia, che fanno i conti con stipendi bloccati, inchiodati al palo.
Non parliamo dei lavoratori e delle lavoratrici poveri di questo Paese, 4 milioni e mezzo di persone per le quali avevamo proposto una modesta misura in grado, forse, non di cambiare tutto, ma di indicare qualche possibile soluzione. Sul salario minimo legale avete detto “no”, l'avete consegnato a Brunetta, ci ha pensato lui. Ha provato ad aumentare il suo di salario, non ci è riuscito. Ma questo non risponde ai problemi di quei lavoratori e di quelle lavoratrici - parliamo di 24 milioni di persone, lavoratori e lavoratrici del pubblico e del privato - anche quando hanno stipendi che avremmo considerato fino a qualche tempo fa dignitosi, con la corsa dell'inflazione, con i vostri trucchi contabili, a cominciare dal fiscal drag che ha liberato sì risorse, ma sui costi e sulle spalle, ancora una volta, di chi in questo Paese è più tassato e tartassato, di coloro a cui non arriva mai una risposta in grado di cambiargli la vita e di cambiargli il futuro.
A tutte queste persone non date una risposta, come non la date a decine di migliaia di ricercatori e di ricercatrici precari, condannati alla grande espulsione, ad essere espulsi dal sistema della ricerca.
Eppure, sarebbe stato facile anche in questa manovra: potevate mettercele un po' di centinaia di milioni, ancora un po' di più, se aveste avuto qualche ambizione in più. Per stabilizzare i ricercatori e le ricercatrici del CNR ne sarebbero bastati 60, ma non li avete messi, non ci avete messo niente.
Noi di Alleanza Verdi e Sinistra, unica forza del Parlamento, abbiamo destinato quella piccola quota parlamentare, quelle mancette che distribuite - un milione e mezzo al Senato, non ne avevamo di più - tutte a loro. Non risolveranno i loro problemi, ma indicano una strada, quella di un Paese che vuole misurarsi col futuro e che, quando parla dei giovani, lo fa sciacquandosi la bocca da una retorica che li nomina senza indicare per loro mai alcuna soluzione.
È un po' come quando parlate della natalità, della risposta ai problemi delle famiglie. Ho ascoltato, Presidente, lo dico per suo tramite, l'onorevole Lupi: c'è un bel record nelle misure che ha decantato nel suo intervento. In questi anni abbiamo avuto il massimo dell'emigrazione e il massimo della crisi della natalità (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Non mi pare che il successo sia così clamoroso.
E ancora, in questo Paese, nel quale le fragilità aumentano, le persone in condizioni di disabilità continuano a non ricevere alcuna risposta, loro e le loro famiglie, la vostra legge di bilancio è una legge di bilancio che ha poco di prudente. È una legge di bilancio - diciamo la verità - fatta di austerità. La fate ora, forse, per tenervi qualche margine per la prossima manovra elettorale. Lo vedremo, ma mentre aspettate il tempo della vostra prossima campagna elettorale, il Paese continua a faticare.
È una legge di bilancio fatta di tagli: tagliate dappertutto. Definanziate la sanità, nonostante anche qui il gioco delle tre carte: è inutile che ci spiegate che ci avete messo qualche milione in più rispetto all'anno passato, perché in relazione al PIL il finanziamento continua a decrescere (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Tutti sanno che questa tendenza rende insostenibile la situazione per il sistema sanitario nazionale.
Tagliate sulla scuola, mentre regalate soldi - come è stato ricordato poco fa: Lupi lo ha confessato in diretta televisiva - ancora alla scuola privata. Il Fondo affitti, il Fondo per la morosità incolpevole, per tornare al tema dell'emergenza abitativa, è svuotato. Non c'è niente per la ricerca, tagliate sulla cultura e potremmo continuare. Nessun intervento che si misuri con la crisi climatica.
Poi, il capolavoro, persino un capolavoro di carattere - questa volta, sì - comunicativo; questa volta siete inciampati anche sul terreno che vi è più proprio. Perché sì, sul terreno della propaganda e della comunicazione avete costruito un bel macchinino in questi anni, vi va riconosciuto. Stavolta, però, anche qui siete inciampati. Sulle pensioni avete fatto il patatrac (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
Voi eravate quelli della “Fornero mai più”, “cancelleremo quella riforma sbagliata”, “saremo quelli che mandano gli italiani e le italiane in pensione prima, in particolare gli addetti ai lavori usuranti, i lavoratori più fragili”. Avete fatto il miracolo di peggiorare la Fornero, di mandare le persone in pensione più tardi. Lo avete fatto con un gigantesco pasticcio, ma lo avete fatto, questa è la questione che conta.
Poi, l'ultimo aspetto, anche qui, quello che indica, però, qual è la direzione di marcia: la spesa militare, quella sì, aumenta in modo significativo. Avete infilato in legge di bilancio anche una norma che consente di trasformare le industrie civili in industrie militari, perché questo è il punto: il rapporto con la guerra. Quando segniamo una distanza tra guerra e pace, indichiamo non il fatto che siete guerrafondai…NICOLA FRATOIANNIPRESIDENTE. Concluda.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)NICOLA FRATOIANNI (AVS). …perché vi piace davvero che le persone muoiano, ma perché aderite all'economia di guerra (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), piegate la nostra economia a quella dimensione. Questo porta e porterà soltanto disastri.
Noi abbiamo un'altra idea, per questo continueremo a batterci e per questo facciamo oggi gli auguri agli italiani e alle italiane, perché meritano tutti e tutte, nonostante questa legge di bilancio e questo Governo, un futuro e un anno migliore di quello che hanno appena passato (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).ELENA BONETTIPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonetti. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)ELENA BONETTI (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Governo. Siamo al 30 dicembre e tra meno di 48 ore inizia un anno nuovo. Se facciamo l'esercizio di accendere la luce nelle case degli italiani, ci dobbiamo chiedere cosa troviamo, cosa potremmo vedere, cosa vediamo. Tante domande, paure, poche speranze: quelle di un giovane, che magari si sta chiedendo se iscriversi o no all'università, perché non sa se può permetterselo; dei suoi genitori, che non hanno parole di fiducia per convincerlo a rimanere in Italia, a non andarsene all'estero, perché loro stessi non hanno più nessun gancio di speranza. Troviamo un imprenditore che si domanda se vale o meno il rischio quell'investimento per rilanciare una produttività stagnante della sua impresa; una coppia, una giovane coppia che vorrebbe un figlio, ma teme di perdere uno dei due stipendi e - ahimè - sappiamo che è quello della donna. Troviamo degli anziani soli, che possono contare solo sulla loro solitudine, vivendo in paesi dispersi di aree interne che si stanno spopolando. Troviamo le tante, troppe persone, che tremano di fronte alla paura di una malattia e a questa paura si aggiunge l'incertezza di non sapere se potranno accedere alle cure necessarie, perché non hanno i soldi per potersele pagare.
Ecco, una legge di bilancio dovrebbe aprire le finestre di queste case e dire qual è il futuro possibile, qual è l'opportunità di speranza che il Governo e il Paese offrono a queste vite per accompagnarli in questo momento. Questa legge colpevolmente non lo fa.
Non traccia un futuro, non lo racconta nemmeno. Quando certificate che il PIL del Paese, nonostante le misure che vengono introdotte nella legge di bilancio, non crescerà di nulla, vi state rassegnando a dire che il Paese andrà avanti a navigare, trascinato dalla corrente, un po' tirate i remi in barca, ma il rischio di andare alla deriva - Ministro, lei lo sa bene - è molto, molto alto.
Noi, per questa ragione, per questa assenza di racconto, di visione, di futuro, voteremo contrariamente a questa legge e lo facciamo, però, con l'onestà e lo sguardo di chi riconosce la verità nei fatti che sono scritti nero su bianco.
La tenuta dei conti pubblici è un fatto positivo, gliene diamo atto, Ministro, perché sappiamo che lei ha dovuto combattere per arrivare a questo punto e la maggiore battaglia l'ha dovuta fare internamente alla sua maggioranza, al suo partito.
Il fatto di avere una tenuta dei conti pubblici è un fatto positivo per un'Italia che si trova in un contesto geopolitico e internazionale particolarmente difficile, protegge l'Italia e noi lo diciamo con grande chiarezza: permetterà anche di investire nella difesa, nella sicurezza, senza distogliere, invece, risorse dai capitoli fondamentali della sanità e della scuola.
Chi dice il contrario sa di mentire. Dopodiché, però, se tenere i conti pubblici impone un rigore, altrettanto rigore lo si sarebbe dovuto trovare nelle scelte fatte e nelle tante scelte non fatte - ahimè - dentro questa legge di bilancio, perché se ci sono poche risorse, come effettivamente è, quelle poche risorse andavano investite in modo efficace. Ogni misura simbolica, vuota, diventa non solo un simbolo vuoto che toglie fiducia, ma diventa un danno e uno spreco di soldi pubblici. Allora lo diciamo con chiarezza: la rottamazione è uno spreco di soldi pubblici (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe). L'aver reintrodotto l'ennesima misura simbolica per le pensioni, spendendo più di 1,5 miliardi per 250.000 persone (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe) è una misura dannosa ed è uno spreco di soldi pubblici.
La misura che voi avete tanto decantato per aiutare le famiglie di questo Paese, che, ricordo, dopo l'assegno unico stanno ancora aspettando la nuova rivoluzione che deve arrivare… bene, dovete dire agli italiani, dovete dirlo a quell'insegnante, che prende a fine carriera 35.000 euro, che la grande rivoluzione che gli state offrendo è meno di 12 euro al mese. Non cambiate la vita delle famiglie italiane. Andava fatta una scelta diversa e indirizzata, invece, a rilanciare davvero la tenuta del Paese e i conti delle nostre famiglie. Il fondo per i libri di testo che avete introdotto è più che una misura simbolica vuota: arriva ad essere una presa in giro (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe), perché 20 milioni di euro per gli studenti della scuola superiore sotto i 30.000 euro di ISEE equivalgono, più o meno, a 10 euro a figlio. Cosa ci fanno le famiglie italiane con un buono di 10 euro per acquistare libri che ne costano almeno 400? Capite che, di fronte a questo momento di tanta gravità, ci si sarebbe aspettati da questo Governo una serietà diversa, che noi avremmo accolto anche con l'onestà di guardare - come abbiamo fatto - le cose buone che ci sono.
Poi, guardi - io apro una parentesi - le devo dare atto, Ministro, che lei ogni anno migliora nella sua capacità di tenere a bada il suo partito, anche un po' prendendoli in giro, perché, dopo quattro anni di Governo, quasi quattro anni di Governo, in cui avete raccontato che la legge Fornero l'avreste completamente rifatta, e non la state rifacendo, la verità è nei fatti, scritti dalla Ragioneria dello Stato, dal suo Ministero, cioè che cambiare la legge Fornero, da qui a 18 anni, cioè al 2043, peggiorerebbe i conti pubblici con un aumento del rapporto deficit-PIL di 15 punti. Alla faccia di chi vuole tenere i conti in ordine!
Chi in quest'Aula si sente in coscienza di dare un'eredità ai propri figli, che tra 18 anni dovrebbero pagare tasse moltiplicate per 5, per 10, o tagliare i servizi, perché gli lasciamo un Paese allo sfascio, ecco, tutti quelli che ogni anno dal suo partito vogliono mettere mano con le misure sulle pensioni stanno facendo questo atto di irresponsabilità e io posso dire anche un po' di banditismo nei confronti dei nostri figli e delle nuove generazioni (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe). Questo non è più accettabile. Meno male che lei ha tenuto e l'anno scorso li ha fatti, diciamo, festeggiare perché avevate introdotto un articolo e quest'anno hanno festeggiato perché hanno tolto lo stesso articolo che avevano messo lo scorso anno. Guardi, è stata una misura straordinaria, equiparata solo all'emendamento particolarmente utile e importante sull'oro di Banca d'Italia.
Allora, perché ho parlato di giovani? Perché il grande assente di questa manovra sono i giovani. Questa è una manovra che, se fosse valutata con l'indice della valutazione dell'impatto generazionale - che voi avete introdotto -, avrebbe un esito drammatico. Questa manovra è iniqua nei confronti delle nuove generazioni. Relativamente alla misura sull'ISEE, benvenuta finalmente in una parte, essendosi limitata alla questione della prima casa, l'UPB certifica che di fatto non ha impatto sulle giovani coppie, la misura sull'IRPEF non ha impatto sui giovani. Ai giovani non state dando nulla, nemmeno un racconto di futuro, ma nemmeno oggi un sostegno per affrontare il presente. Questa è una responsabilità grave che tutto il Parlamento oggi dovrebbe denunciare e di cui dovrebbe assumersi una responsabilità. Invece, mi pare che di giovani nemmeno se ne parli in questa discussione.
Arriviamo alla parte finale del mio intervento, che è quella che riguarda il metodo. Il metodo con cui questa manovra arriva ad essere approvata, completamente blindata in quest'Aula, dopo giorni, ore, di una liturgia che tanti hanno definito vuota. Ecco, noi pensiamo, invece, che ancora il dialogo parlamentare, la democrazia, questa liturgia servano non semplicemente per ratificare decisioni altrui e nemmeno soltanto per permettere ai partiti della maggioranza di fare i ricatti e i contro-ricatti interni. Noi pensiamo che in questo dialogo le cose si possano migliorare, si possano trovare le migliori soluzioni possibili. E io ringrazio gli uffici della Camera che hanno permesso, con rigore e professionalità, di vivere anche queste faticose giornate per arrivare a una soluzione.
Faccio un esempio: Industria 4.0. Industria 4.0 finalmente torna nella sua forma originaria e noi lo rivendichiamo. Torna in questa forma perché il nostro segretario, Carlo Calenda, ha lavorato con la maggioranza e con il Governo per arrivare a una formulazione che servisse al Paese. Perché per quelli che ci dicono che tanto nulla può cambiare, che non c'è un'alternativa a una politica che fa della legge di bilancio, da una parte, un cartello elettorale e, dall'altra, dei proclami pre-elettorali completamente vuoti, ecco, un'alternativa possibile c'è. Ed è un'alternativa di una politica seria, umile e coraggiosa che è quella che noi, come Azione, abbiamo messo in campo e continueremo a mettere in campo (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).DANIELA TORTOPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Torto. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (MULE' Giorgio)DANIELA TORTO (M5S). Grazie, Presidente. Vede, quello che sta accadendo, che è accaduto in questi giorni colpisce direttamente le tasche dei cittadini italiani. Questa legge di bilancio è l'ennesima prepotenza politica, una tassa sul lavoro. La pensione - pensate un po'- diventa praticamente un miraggio. Si trovano soldi per preparare la guerra ma non per far quadrare i conti nelle case delle famiglie italiane. Si trovano 55 milioni di euro per la Presidenza del Consiglio e se ne tolgono 40 a disabilità e periferie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Crescita zero, crollo della produzione industriale, salari in calo e povertà in aumento. Alla luce di tutto questo, è agghiacciante ripercorrere tutte le vecchie promesse “mille e una notte” di Giorgia Meloni, la paladina alle pompe di benzina. Lo ricorderete bene. In questa legge di bilancio non c'è alcun taglio sulle accise. Anzi, con Giorgia Meloni al Governo il gasolio costerà di più (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Così come la storiella del superbonus: prima, gridate a buchi di bilancio inesistenti e, poi, finanziate voi stessi, per la quarta volta di seguito, questa misura. La verità è che con il superbonus si è fatta crescere l'edilizia e voi non avete nessuna altra idea alternativa. E il Ministro Giorgetti questo lo sa, il più grande camaleonte politico negli ultimi 10 anni. Perché lei, Ministro, ha gestito più di chiunque altro questa misura: ieri, con il Governo Draghi; oggi, con il Governo Meloni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E alle bugie di questa destra purtroppo non c'è mai fine, pensiamo al blocco navale. Lì il blocco c'è stato, ma non in mare, nelle nostre tasche: il blocco per le imprese, il blocco per la crescita del Paese e il blocco per il futuro dei giovani. L'elenco è lungo. Partiamo, per esempio, dai 25 miliardi promessi per le imprese stroncate dai dazi. Dove sono finiti, Ministro? O ai 15 miliardi per il Piano casa, tanto sbandierato. Dove sono? E nessuno lo sa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Potrei chiedervi anche dove sono finite le pensioni minime a 1.000 euro; potremmo spernacchiare il suo collega, Matteo Salvini, come lui stesso chiedeva, per non aver abolito la legge Fornero. Anzi, diamo la notizia, perché proprio per mano della Lega e del suo Ministro dell'Economia non solo non cancellate la Fornero, ma è per colpa vostra se verrà aumentata l'età pensionabile. È per colpa vostra se Opzione donna viene spazzata via (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Ecco, per tutto questo, voi dovreste chiedere scusa al Paese così come dovrebbe rendere conto al Paese chi, come il Ministro Tajani, se ne va in giro a dire che il diritto alla casa è sacrosanto. Beh, certo, poi arriva in Consiglio dei ministri e firma una legge, come questa, che tassa gli affitti, che definanzia le agevolazioni fiscali, il Fondo morosità incolpevole e, come se non bastasse, spazza via gli sgravi fiscali per quei giovani che dovevano comprare la prima casa.
Le schifezze non finiscono qui. Perché, pensate un po', in questa legge di bilancio che cosa fate? Date i soldi a chi manda i propri figli a studiare nelle scuole private mentre le scuole pubbliche cadono a pezzi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Poi, ogni anno che passa, che fate? Privatizzate sempre di più la sanità, accontentate le associazioni di amici e di amichetti lasciando inascoltate tante altre associazioni.
E voi sareste gli eredi della destra sociale? Ma quale destra sociale! Voi siete gli eredi della destra delle banche (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), delle compagnie assicurative, dei colossi del web, a cui fate uno sconto di 2 miliardi. Vedi Amazon. Ecco, questo siete, per poi scodinzolare attorno a Trump. Il solo messaggio che state mandando a questo Paese da quando siete al Governo è rivolto ai furbetti, a chi non paga. Perché è a loro che voi dite che possono continuare a non pagare, tanto ci saranno sempre i cittadini onesti che metteranno in pari i conti. E intanto la povertà aumenta: 13 milioni di poveri, 13 milioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Basta mettersi in fila alle casse di un supermercato per capire che il vostro carrello tricolore è una buffonata, perché ormai anche comprare una confezione di caffè è diventato un lusso. Altro che cenoni di Capodanno a cui le famiglie italiane non rinunceranno. Solo su TeleMeloni si sentono certe idiozie. Dovreste, invece, raccontare agli italiani che sulle loro tavole mettete spread, rating e austerità. E voi sareste la Lega anti-sistema? Ma per carità! Dopo tre anni di governo, vi siete ridotti a incensare le agenzie di rating come fossero l'oracolo di Delfi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Però dobbiamo dire perché tutto questo, dobbiamo dire qual è il cuore di questa manovra. Il pacco ad orologeria confezionato da Giorgia Meloni per gli italiani e che badate bene a non comunicare nei discorsetti che presto sentiremo. Eh sì, perché, tra tagli e tasse, oggi impacchettate miliardi di euro degli italiani per buttarli in armi e in economia di guerra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Altro che sacrifici per uscire dalla procedura di infrazione! Altro che prudenza! Altro che difesa! Usate le parole giuste: qui siamo in un'economia di guerra. E, guardi, basta uscire per le strade per capire come sono messe le cose: una sanità che cade a pezzi, pronto soccorsi al collasso, vite spezzate dalla perdita di speranza, vite esasperate dalla rinuncia alle cure mediche, giovani in fuga, vite precarie, zero investimento su ricerca e sviluppo e arriva anche il taglio di mezzo miliardo di euro al Fondo sviluppo e coesione. Tradotto per gli italiani? Accanimento di questo Governo contro il Sud (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Non ci sono altre parole. Tutto necessario, Ministro, è vero. Adesso lei è contento perché le tornano i conti. Eh sì, però, dovrebbe tornare nel mondo reale, farsi una domanda e darsi una risposta. L'aiuto un po': l'operaio, i medici e gli infermieri, le casalinghe, le donne lavoratrici, gli studenti, i docenti, i piccoli imprenditori, questi la ringrazieranno? No, Ministro, non la ringrazieranno. Perché, vede, lei doveva fare una sola cosa: alla quarta legge di bilancio doveva usare i 23 miliardi che investite in armi e guerra per aiutare le famiglie a fare la spesa e a pagare le bollette (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Potevate iniziare da queste priorità e, invece, decidete di non alzare un dito per abbassare l'IVA sui prodotti alimentari, niente per abbassare il costo dell'energia, niente per garantire uno stipendio dignitoso a tutti. È questo quello che volete: presentare, oggi, il conto per far pagare al Paese le vostre scelte a mano armata. Una legge di bilancio, tra l'altro, scritta volutamente male, con così tanti errori, che, prima, vi emendate da soli, dopo, deve arrivare addirittura il Presidente della Repubblica a tirarvi le orecchie perché, addirittura, tentate di legalizzare il furto degli stipendi sottopagati, di allentare i conflitti di interesse nella gestione della contabilità pubblica nella pubblica amministrazione e, poi, il modo con cui questa destra azzera il Parlamento. Presidente, lei lo sa, perché qualcuno avrebbe detto, tempo fa, più o meno, così: “Democrazia parlamentare significa che il Parlamento decide, democrazia parlamentare significa che il Parlamento è centrale. E - di grazia - posso chiedervi dov'è la democrazia parlamentare nel momento in cui il Parlamento non può discutere la legge di bilancio, che vi segnalo essere la prima prerogativa dei Parlamenti dalla fine delle monarchie assolute e, quindi, più o meno dalla fine del XVII secolo? Perché, se al Parlamento togliete la legge di bilancio, vi comunico che la democrazia parlamentare non c'è e non c'è manco il Parlamento”. Presidente queste non sono le parole dei comunisti sabotatori. Queste sono le parole di Giorgia Meloni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), quattro anni fa, urlate in quest'Aula, a cui voi tutti applaudivate. Cos'è? Avete cambiato improvvisamente idea? La risposta è sì perché noi oggi siamo di fronte a un Governo che mette a rischio i diritti, la legalità e la pace. Noi siamo di fronte a una Premier che rinnega se stessa e i suoi programmi elettorali. Avete messo su un capolavoro di fine anno che però non ci vedrà complici, perché il nostro “no” non è semplicemente il “no” di una forza all'opposizione chiamata MoVimento 5 Stelle. No, il nostro “no” è il “no” di quel popolo che continua a resistere, nonostante tutto questo schifo e nonostante voi, Ministro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).PAOLO BARELLIPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barelli. Ne ha facoltà.
PAOLO BARELLIPAOLO BARELLI (FI-PPE). Grazie, Presidente. Colleghi e rappresentanti del Governo, la legge di bilancio è costituita da numeri ed è proprio in ragione del significato dei numeri, espressi nel testo, il motivo per il quale Forza Italia voterà a favore di questa legge. Voglio però premettere che la legge di bilancio si inserisce nel contesto generale che misura la salute reale del Paese sia in termini economici che sociali. Voglio sottolineare pertanto tre dati. Lo spread è sotto 70 punti base: un record assoluto per l'Italia se si considera che, quando questo Governo si è insediato nel 2022, lo spread era a 240 punti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).
Ad ottobre di quest'anno l'occupazione ha registrato un nuovo record con 62,7 per cento che equivale ad oltre 24 milioni di nostri cittadini occupati: il miglior dato dal 1974 (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Tutte le principali agenzie di rating, nel periodo settembre-novembre di quest'anno, hanno promosso a pieni voti l'Italia: un upgrade che, nel caso di Moody's, non si registrava da più di 20 anni. Sarebbe solo sufficiente aver spiegato e aver chiarito questi dati per concludere il mio intervento, ma ovviamente vado avanti.
Fatta questa premessa, vediamo allora i numeri di questa legge di bilancio. Partiamo dall'Irpef, una tassa che pagano 32 milioni e mezzo di italiani. La legge di bilancio taglia di due punti la seconda aliquota che si applica ai redditi tra 28.000 e 50.000 euro, portandola dall'attuale 35 per cento al 33 per cento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). È una misura che ha un costo strutturale di 3 miliardi. Ma questo taglio, che riguarda il ceto medio per il quale Forza Italia si è sempre battuta, non è una misura isolata, perché si aggiunge ai tagli già operati con la manovra dell'anno precedente, quando le prime due aliquote Irpef sono state accorpate in una sola aliquota del 23 per cento per i redditi da 15.000 a 28.000 euro. È un'operazione che ha avuto un costo di 4,8 miliardi e che ha avvantaggiato i redditi più bassi. A questa misura ne è stata affiancata un'altra, sempre a vantaggio delle fasce di reddito più basso: il taglio del cuneo fiscale per il quale sono stati stanziati 12,8 miliardi. Dunque, il taglio totale delle tasse a favore dei redditi medio-bassi ammonta dal 1° gennaio 2026, e per sempre, a 20 miliardi.
Veniamo alle imprese che rappresentano il motore del nostro Paese. Il testo iniziale stanziava 3 miliardi per il 2026 a sostegno del comparto produttivo. È stato rifinanziato per tre anni il credito di imposta nella ZES unica con 2,3 miliardi nel 2026, un miliardo nel 2027 e 750 milioni nel 2028. Sono risorse che incentivano l'economia del Meridione d'Italia. Inoltre, il testo comprende - sono sempre dati, sono sempre numeri - 1,8 miliardi complessivi nel triennio che sono stati stanziati per finanziare il cosiddetto iperammortamento degli investimenti dei beni strumentali; 650 milioni sono stati destinati alle micro, piccole e medie imprese per agevolare investimenti in macchinari, impianti e attrezzature; 2,1 miliardi per il 2026 sono stati destinati al sostegno degli investimenti dei beni strumentali per le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura.
Inoltre, il rinvio di un anno dell'applicazione di due tasse contro le quali Forza Italia si è sempre battuta fin dalla loro inopinata introduzione, che sono la plastic tax e la sugar tax (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Nel corso del passaggio in Senato le risorse a sostegno delle imprese si sono ulteriormente ampliate: 1,3 miliardi per il sostegno alle attività produttive, l'iperammortamento è stato esteso fino al 2028, portando a 2,5 miliardi le risorse impiegate nel triennio 2026-2028 e 8,4 miliardi complessivi nell'arco pluriennale di riferimento.PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)PAOLO BARELLI (FI-PPE). L'ordine del giorno, presentato da Forza Italia e approvato stanotte, vuole estendere l'applicabilità a tutti i Paesi del G7 (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). È aumentato a 532 milioni di euro il plafond già previsto per i crediti di imposta della ZES unica per gli investimenti realizzati nel corso del 2025. Lo stanziamento di 2,1 miliardi a sostegno degli investimenti del settore dell'agricoltura e della pesca è stato triplicato.
Riguardo le imprese è necessario citare due misure che, rispetto al testo iniziale, sono state modificate grazie a Forza Italia e al confronto con i colleghi della maggioranza. Mi riferisco all'eliminazione della norma che vietava di compensare i crediti verso il fisco con i debiti verso INPS e INAIL e all'esenzione delle holding non finanziarie dall'aumento di due punti di IRAP previsto per il prossimo triennio (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).
Un altro pacchetto di rilievo è quello che riguarda il sostegno ai redditi da lavoro: 1,3 miliardi sono stati destinati alla tassazione agevolata al 5 per cento degli aumenti riconosciuti a seguito del rinnovo dei contratti nazionali; è stata rifinanziata e ampliata l'imposta sostitutiva all'1 per cento sui premi di produttività e sulla partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa, così come l'imposta sostitutiva al 15 per cento sulle indennità del lavoro notturno e festivo; 630 milioni per il bonus mamme, che si rivolge a madri lavoratrici con due o più figli; 825 milioni complessivi sono stati stanziati per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato nella ZES unica, risorse che portano a 5 miliardi complessivi il totale di misure con riferimento specifico al Meridione d'Italia; 5,2 miliardi sono gli stanziamenti complessivi per misure di carattere sociale.
La sanità è un punto essenziale della legge di bilancio. È pura polemica strumentale quella dell'opposizione che non riconosce le somme messe a disposizione in un comparto che, per Forza Italia e per la maggioranza, è essenziale. Sono stati stanziati 2,3 miliardi per il 2026 e 2,6 miliardi a decorrere dal 2027. Sono risorse che si aggiungono ai 5,1 miliardi per il 2026, ai 5,8 miliardi per il 2027 e ai 6,7 miliardi per il 2028 già stanziati con la legge di bilancio dello scorso anno, per un incremento totale nel quadriennio di 20 miliardi. Quindi, alla faccia di chi ha sostenuto che questo Governo non investe giustamente nella sanità.
Colleghi, questo è l'impianto principale della manovra economica, all'interno della quale ci sono molte altre misure di grande rilevanza politica. Ne cito alcune che Forza Italia rivendica convintamente, come la cedolare al 21 per cento per una casa destinata agli affitti brevi, un'imposta agevolata introdotta grazie a Forza Italia due anni fa. Il contributo a favore delle famiglie che scelgono la scuola paritaria è un altro punto importante della manovra. Il deciso miglioramento della norma sulla tassazione dei dividendi derivanti dalle partecipazioni statali è un'altra puntualizzazione che Forza Italia ha ottenuto e preteso nel corso del dibattito al Senato, così come i 599 milioni destinati ai nuovi alloggi universitari, che saranno gestiti da Cassa depositi e prestiti con un corrispettivo comprensivo dei soli costi. Questa legge di bilancio rappresenta un ulteriore tassello di una politica economica strategica che ha saputo coniugare il risanamento dei conti pubblici con la realizzazione di riforme importanti.
Signor Presidente, i risultati di questa politica si vedono e si toccano. Oltre a quelli già menzionati, nel 2025 il rapporto deficit-PIL torna al di sotto del 3 per cento, risultato che chiuderà la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia, consentendo una disponibilità di spesa per il prossimo anno di circa 10 miliardi. Il rafforzamento dei conti pubblici e la progressione, anno dopo anno, delle riforme prefissate ad inizio legislatura garantiscono l'autorevolezza di questo Governo, riconosciuta da tutti universalmente. Siamo consapevoli - e termino - del contesto critico internazionale, che definire complicato è un eufemismo, nel quale il Vice Premier e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, unitamente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno dedicato un'attività incessante e autorevole. In tale quadro complesso…PAOLO BARELLIPRESIDENTE. Concluda, per favore.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)PAOLO BARELLI (FI-PPE). …emerge - ho concluso - dai principali dati macroeconomici che il nostro Paese dimostra di essere in salute e al raggiungimento di questi risultati non è secondaria la stabilità politica del Governo, della quale Forza Italia è convinto garante. D'altronde, l'Italia ha il Governo più stabile d'Europa. In conclusione, ringrazio il Governo e il Ministro Giorgetti per aver saputo gestire una manovra in un momento di grande difficoltà (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE) e concludo dicendo, per questo motivo e per tanti altri che sarebbe troppo lungo spiegare, che Forza Italia vota favorevolmente, ovviamente, su questa legge di bilancio (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
RICCARDO MOLINARIPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)RICCARDO MOLINARI (LEGA). Grazie, Presidente. La Lega, ovviamente, voterà la legge di bilancio e ci teniamo pubblicamente a ringraziare il nostro Ministro Giorgetti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) per gli straordinari risultati ottenuti, anche perché in quest'Aula ci possiamo dividere sull'analisi dei dati ma i numeri non mentono e questa legge di bilancio è una legge di bilancio che, incontrovertibilmente, a un anno dalla reintroduzione del Patto di stabilità ci porterà a tornare nei limiti di spesa fissati dall'Europa. È una legge di bilancio che avvia un percorso virtuoso per uscire un anno prima dalla procedura di infrazione ed è una legge di bilancio - e una politica economica - che ha portato le principali agenzie di rating a migliorare la valutazione del debito pubblico italiano. Inoltre, è una politica economica che ha portato lo spread ai livelli più bassi da quando ne abbiamo memoria.
Tutto questo è stato possibile alterando un dogma che c'era stato narrato fino a poco tempo fa, cioè che questi risultati si potessero ottenere soltanto con l'austerità. Il Ministro Giorgetti è un Ministro che ha dimostrato che si possono tenere i conti in ordine aumentando la spesa sociale e tagliando le tasse (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), quando i Governi guidati da chi oggi ci accusa facevano esattamente il contrario: aumentavano le tasse ai cittadini e tagliavano la spesa sociale per tutti. Quindi, con un certo orgoglio, possiamo dire che se oggi l'Italia può camminare a testa alta nel contesto europeo è certamente merito del Governo e della maggioranza, ma principalmente è merito di un uomo della Lega, del nostro partito (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Parlando delle tasse, su cui ho detto che, appunto, c'è una discontinuità, non mi riferisco soltanto al fatto che in questa legge di bilancio si taglia l'Irpef di 2 punti per il ceto medio, che è pur sempre una cosa importante; mi riferisco al fatto che nelle politiche economiche delle passati leggi di bilancio c'è stato un trend di continuo taglio delle tasse: l'anno scorso abbiamo tagliato 7 punti di cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti che guadagnano di meno, rendendolo strutturale; l'anno prima abbiamo ridotto le aliquote Irpef a tre da quattro, accorpando le prime due; l'anno prima ancora abbiamo introdotto la flat tax al 15 per cento per le partite IVA che guadagnano fino a 85.000 euro, perché, cari colleghi, a noi non è mai sfuggito che la partita IVA, prima di tutto, è un lavoratore, non è un pericoloso imprenditore da tassare e punire e, quindi, siamo contenti di essere riusciti ad aiutarla. Quindi, a fronte di questo taglio delle tasse, risulta interessante l'accusa che ci viene fatta dal centrosinistra del fatto che sia aumentata la pressione fiscale. Beh, penso che sia opportuno ribadire, ancora una volta, quello che il Ministro ha già spiegato, anche per chi ci ascolta da casa. Vedete, il dato sulla pressione fiscale come si calcola? Si calcola dal rapporto tra le entrate fiscali statali e il PIL. Nel momento in cui il PIL resta stabile e aumentano le entrate il dato aumenta. Ma quello su cui dovremmo interrogarci è perché sono aumentate le entrate fiscali, visto che abbiamo tagliato le tasse. Ebbene, il primo motivo è molto semplice. Banalmente perché, in questi tre anni di Governo di centrodestra, abbiamo raggiunto il record massimo di occupati della storia repubblicana (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier): c'è un milione di persone in più che lavorano e che pagano le tasse. Ma non c'è solo questo, perché - con buona pace di chi ci accusa di essere il Governo amico degli evasori - c'è un altro dato interessante.
Quest'anno, dal recupero fiscale, abbiamo ottenuto più di 26 miliardi: 26 miliardi recuperati proprio da quegli evasori che tanto non piacciono al centrosinistra, e nessun Governo aveva mai ottenuto così tanto (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
E c'è un altro dato, il fatto che funzionano gli strumenti di risoluzione pacifica delle controversie fiscali, quelli che la sinistra chiama condoni: 4 miliardi di entrate quest'anno. Per questo siamo felici che una proposta della Lega, che portiamo avanti da tempo, sia entrata nella legge di bilancio. Parlo della rottamazione-quinquies, che permetterà, in 9 anni, con rate tutte uguali e senza pagare le sanzioni, a potenzialmente 22 milioni di cittadini italiani di mettersi in pari con il fisco, e al fisco italiano di incassare risorse che, diversamente, mai avrebbe incassato. E non stiamo parlando di evasori, stiamo parlando di persone che hanno dichiarato tutto e non sono riuscite a pagare (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), e lo Stato oggi dà loro uno strumento per tornare a lavorare in chiaro. Siamo certi che la misura funzionerà, anche perché parliamo, nel 98 per cento di casi, di cittadini che hanno meno di 5.000 euro di debiti. La rottamazione-quater ci ha dato già un risultato di più di 5 miliardi di entrate, quindi siamo sicuri che la quinquies funzionerà.
Parlavo prima del lavoro. Non è che abbiamo aumentato gli occupati con la bacchetta magica o uno schiocco di dita. Gli occupati sono aumentati per alcune scelte politiche del Governo; scelte politiche del Governo che hanno deciso di incentivare la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e di incentivare le assunzioni di alcune categorie di lavoratori. Come lo abbiamo fatto? Usando i soldi che prima erano utilizzati come disincentivo al lavoro, cioè i soldi del reddito di cittadinanza, per detassare i nuovi contratti dei nuovi assunti a tempo indeterminato (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). In questo modo, abbiamo raggiunto il record massimo di occupazione e, soprattutto, abbiamo visto un incremento costante dei contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli a tempo determinato. Cari colleghi, è così che si contrasta il precariato: non con la demagogia, con i fatti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Siamo, però, ben consapevoli che il problema non è soltanto quello del numero degli occupati: c'è un problema di salari, lo sappiamo molto bene. C'è un problema di salari, di potere d'acquisto e di peso del carrello della spesa e per questo, oltre al taglio del cuneo fiscale di cui ho già parlato, in questa legge di bilancio entra una norma importante: la tassazione simbolica all'1 per cento sui premi di produzione e una flat tax al 15 per cento per il lavoro notturno e festivo.
Ma c'è un'altra norma di cui si è parlato pochissimo, che io ritengo sia una delle più importanti di questa legge di bilancio, visto che dibattiamo da un anno circa, anche di più, del tema del salario minimo: la norma che prevede una tassazione del 5 per cento per gli incrementi salariali derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi. Cosa vuol dire? Vuol dire che noi diamo a sindacati e parti datoriali uno strumento, cioè una tassazione irrisoria - perché il 5 per cento è irrisoria - per aumentare da domani, anzi, da ieri - perché grazie alla Lega è passato un emendamento che estende questa norma non solo ai contratti che ci saranno, ma anche ai contratti dell'anno passato - per aumentare da subito le buste paga dei lavoratori.
Ecco, noi ci saremmo aspettati, da un sindacato che vuole difendere i diritti dei lavoratori, che, una volta approvata la legge di bilancio, una volta scritta la legge di bilancio, si fosse corsi ai tavoli di trattativa sindacale per aumentare le buste paga ai lavoratori. Non ci saremmo aspettati a luglio l'annuncio di uno sciopero generale (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) su una manovra che non solo non era stata ancora approvata, ma non era stata ancora né scritta, né pensata. Chi ci ascolta può capire da solo chi ha a cuore i salari dei lavoratori e chi, strumentalmente, usa i lavoratori per una bieca propaganda politica contro il Governo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Ci sono anche le risorse per Industria 5.0 ed è stato rifinanziato l'iperammortamento di Industria 4.0. Però, c'è un dato negativo sulla produzione industriale, questo è assolutamente vero. C'è un dato negativo che riguarda l'Italia, che riguarda la Germania, la Francia e i principali partner europei. Il punto è che noi dobbiamo capire quali sono le cause di questo calo di produzione industriale, a fronte dell'aumento degli occupati. Perché, se aumentano gli occupati, diminuisce la produzione?
Guardate, metto da parte un tema, che è quello dell'automotive. Vi voglio fare un altro esempio: quanto incide a livello europeo il calo di produzione industriale su due materie prime fondamentali, ossia il cemento e l'acciaio. Il calo di produzione in Europa su questi due elementi - che non è che non servono più, servono sempre - è del 30 per cento. Quindi, voi capite che noi possiamo aprire migliaia di nuove partite IVA, migliaia di piccole aziende, ma se non si producono più auto, se non si fa più acciaio, se non si fa più cemento e lo si va a comprare all'estero, voi capite che la produzione industriale sarà più bassa.
Allora, per capire perché questo accade, cari colleghi dell'opposizione, non puntate il dito verso la Lega e verso il Governo, puntatelo verso voi stessi, perché è il Green Deal europeo che sta uccidendo l'industria europea (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Noi stiamo distruggendo volontariamente la nostra industria per finanziare le industrie dei Paesi extra UE che non rispettano quelle regole ambientali. Lì sta il problema, e noi della Lega sappiamo di essere sempre stati dalla parte giusta perché questa cosa la diciamo da quando il Green Deal è stato fatto (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
C'è qualcuno a cui però le tasse le abbiamo aumentate, raccogliendo con entusiasmo un suggerimento dell'opposizione che ci ha sempre detto di tassare chi ha di più per dare a tutti. Bene. Sono dovuti arrivare la Lega e il centrodestra, un Ministro della Lega, per prendere più di 6 miliardi di euro a banche e assicurazioni e investirli tutti sulla sanità pubblica raggiungendo il livello di Fondo sanitario nazionale più alto di sempre (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Quindi, siamo davanti a un Governo che taglia le tasse a imprese e lavoratori, e tassa chi, invece, può pagare nell'interesse di tutti. Siamo un Governo che ha finanziato il Piano casa, fortemente voluto dal Ministro Salvini (siamo quasi a un miliardo di euro), siamo un Governo che, nonostante la cura dimagrante di molti Ministeri, non ha tagliato sugli enti locali perché siamo fortemente convinti che i sindaci e gli amministratori locali siano un presidio territoriale da difendere e li ringraziamo sempre, quotidianamente, per il loro lavoro.
In conclusione, Presidente, su questa linea di rigore, su questa linea di efficienza della macchina pubblica, c'è un'altra riforma su cui la Lega vigilerà nel prossimo anno. A novembre sono state scritte le pre-intese sull'autonomia di Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. La Lega in quest'Aula è garanzia che, l'anno prossimo, queste vengano approvate a livello definitivo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) perché autonomia e federalismo vogliono dire migliore gestione delle risorse pubbliche e migliori servizi ai cittadini.RICCARDO MOLINARIPRESIDENTE. Concluda.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)RICCARDO MOLINARI (LEGA). E sia ben chiaro che, finché la Lega sarà al Governo e finché saremo in quest'Aula, noi saremo presidio a difesa dello Stato sociale, a difesa della produzione industriale, a difesa dei lavoratori del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
ELLY SCHLEINPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schlein. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)ELLY SCHLEIN (PD-IDP). Grazie, Presidente. La prima preoccupazione degli italiani sono il carovita e le liste d'attesa per la sanità. Non lo dice il PD, lo dicono le ultime rilevazioni che avete letto tutti, ieri. E, se ci pensate, sono le cose che fanno la dignità quotidiana delle persone: mangiare e curarsi. Significa occuparsi del fatto che moltissimi italiani non sono riusciti a tornare a casa per queste feste perché non si potevano permettere il biglietto, con i costi folli dei biglietti; occuparsi del fatto che ci sono, veramente, centinaia di migliaia di famiglie che stanno decidendo se ritardare il pagamento dell'affitto o il pagamento delle bollette; stiamo parlando del fatto che, negli ultimi quattro anni, l'Istat dice che il costo dei beni alimentari è aumentato del 25 per cento, mentre gli stipendi degli italiani si abbassavano di 9 punti percentuali, e gli italiani che non riescono più a curarsi sono 6 milioni, uno su dieci.
Stiamo parlando quindi della carne viva, delle diseguaglianze che sono aumentate in questo Paese.
Una manovra che non è in grado di affrontare le prime preoccupazioni degli italiani è una manovra sbagliata (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra), che va in direzione sbagliata. È una manovra di austerità, e lo state anche rivendicando. È una manovra che prevede la crescita zero, mentre la Commissione europea certifica che siamo fanalino di coda, penultimi in Europa! Penultimi in Europa per quanto riguarda le prospettive di crescita per il prossimo anno. Questo nonostante lo straordinario contributo che ha dato il PNRR, nonostante il partito di Giorgia Meloni non l'abbia nemmeno voluto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
Una manovra che non fa nulla sul costo delle bollette, le più care d'Europa, mentre c'è un calo della produzione industriale da quasi 34 mesi consecutivi. E, intanto, non c'è uno straccio di politica industriale nella vostra manovra, mentre ci sono 10.000 operai dell'ex Ilva che sono a rischio, e che stanno protestando per questo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
È una manovra che non dice nulla e non fa nulla per proteggere le imprese, i lavoratori e le famiglie dai dazi di Trump, che avete subìto in silenzio, minimizzandoli, mentre Confindustria diceva che sarebbero saltati 20 miliardi di euro di export e Svimez racconta che sono a rischio 100.000 posti di lavoro. Ma anche sui dazi nulla! Anzi, avevate promesso un piano da 24 miliardi di euro che è completamente sparito nel nulla.
È una manovra che - lo so che vi facciamo arrabbiare - aiuta di più i più ricchi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Lo dice, anche questo, l'Istat, che certifica che l'85 per cento di quella riduzione d'aliquota va a vantaggio delle famiglie più ricche di quella fascia. Vi spiego: mettete 30 euro in più all'anno nelle tasche di chi ne prende 30.000, bene; ma ne mettete 440 euro in più all'anno nelle tasche di chi ne guadagna 199.000.
Questo vuol dire aiutare i più ricchi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Aiutare di più i più ricchi vuol dire tagliare alla sanità pubblica, come state facendo, non mettendo risorse sufficienti a garantire nemmeno i servizi dell'anno scorso. Aiutare di più i più ricchi significa tagliare, come fate, alla scuola pubblica e all'università pubblica, mentre aprite delle autostrade al privato. Aiutare di più i più ricchi significa tagliare 100 milioni all'assegno di inclusione, perché state tagliando anche sui poveri, perché per voi la povertà rimane una colpa individuale, per noi invece è un grave problema sociale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
È una manovra che taglia pure sui trasporti. Mentre Sánchez garantisce un abbonamento ai giovani a 30 euro al mese per viaggiare in tutta la Spagna, qui il Ministro Salvini taglia i fondi al trasporto pubblico locale, aumenta anche i pedaggi. Ho capito che anche questo è colpa dei giudici. Quindi, è colpa dei giudici, se Salvini non sa fare il Ministro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Gli affitti sono rincarati nell'ultimo anno del 10 per cento, ma, se cerchi una stanza singola, perché vuoi andare a studiare fuori, il rincaro è del 45 per cento. E voi cosa avete fatto? Sulla casa avete cancellato il Fondo affitto. Che cosa vi costava su una manovra di 18 miliardi ritrovare, Ministro, 330 milioni per aiutare le famiglie che rischiano lo sfratto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)?
È una manovra di promesse tradite: avevate promesso di abolire la Fornero, avete allungato l'età pensionabile al 96 per cento di lavoratrici e lavoratori italiani (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista); dovevate portare le minime a 1.000 euro, le avete aumentate di un paio di caffè; dovevate ripristinare Opzione donna e invece l'avete abolita (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra); dovevate abolire pure le accise e avete aumentato anche quelle. Sarà sempre colpa di qualcun altro per voi, ma dopo 3 anni vi do una notizia: non vi crede più nessuno! Dopo 3 anni di Governo non è possibile che la responsabilità sia sempre di altri e non vostra.
Siccome siamo alla fine dell'anno, e vi ricordo che ci siamo arrivati per i vostri litigi costanti su questa manovra, e avete rischiato l'esercizio provvisorio, fatemi almeno dire che è tempo di buoni propositi per l'anno nuovo e noi ve ne offriamo 16, tanti quanti sono gli emendamenti che abbiamo presentato insieme alle altre opposizioni della coalizione progressista; emendamenti che hanno una visione del futuro del Paese e di come farlo ripartire e che hanno una politica economica altra.
Immaginate un Paese in cui non si aspetta un anno e mezzo per una gastroscopia. Vi abbiamo proposto di mettere 3 miliardi in più sulla sanità per assumere medici e infermieri e non abbiamo cercato le coperture sulle vostre riforme bandiera per farci dire di “no”; abbiamo fatto uno sforzo di trovarle altrove e voi, comunque, avete votato contro, perché voi volete una sanità a misura del portafoglio delle persone (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Noi vogliamo ancora quella di Tina Anselmi, una sanità che cura chi da solo non ce la fa: è quello il punto dell'articolo 32 della nostra Costituzione.
Immaginate un Paese dove non ci sia lo sfruttamento lavorativo, un Paese in cui una legge rafforzi i contratti collettivi, spazzi via i contratti pirata che producono precari e sancisca che nemmeno i contratti collettivi possono scendere al di sotto dei 9 euro all'ora, perché sotto è sfruttamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Vi abbiamo proposto il salario minimo, ma avete votato contro.
Immaginate, allora, un Paese in cui una giovane coppia non debba avere paura di mettere al mondo un figlio perché non riesce a permetterselo. Immaginate che i congedi siano di 5 mesi per entrambi i genitori, pagati al 100 per cento, non trasferibili tra di loro. Vi abbiamo proposto questo perché, se volete contrastare la denatalità, di cui tanto parlate, dovete combattere la precarietà che, invece, avete aumentato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Abbiamo proposto un congedo paritario, ma avete votato contro. Se guardiamo invece al welfare, abbiamo proposto di ripristinare Opzione donna, abbiamo proposto di rafforzare l'assegno unico, ma avete votato anche qui contro.
Immaginate un Paese che creda e investa nella sua scuola perché sa che è il primo luogo di emancipazione dei bambini e delle bambine, che è il primo luogo dove far valere l'eguaglianza, scritta nell'articolo 3 della nostra bella Costituzione. Vi abbiamo proposto di non fare tagli di 600 milioni sulla scuola, ma avete votato contro, così come vi abbiamo chiesto di non tagliare i fondi all'università pubblica. Immaginate un Paese in cui i processi siano più brevi, una giustizia che funziona meglio, non con la vostra pessima riforma, Ministro, perché è stato lei a dirci che questa riforma non incide minimamente sull'efficienza della giustizia in Italia. Ha detto la verità. E, allora, vi abbiamo proposto di stabilizzare, invece, 12.000 precari che, a giugno, lascerete a casa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) per riuscire a rendere la giustizia più efficiente. Ma avete votato contro anche su questo.
Vi abbiamo proposto delle politiche industriali, di estendere l'autorizzazione unica per semplificare, di stare accanto alle piccole e medie imprese che soffrono, che hanno a che fare con le bollette più care d'Europa e con la pressione fiscale che è record degli ultimi dieci anni. Vi abbiamo proposto di reintrodurre il credito d'imposta, che funzionava, ma voi avete dovuto fare il pasticcio di Transizione 5.0, con un meccanismo così burocratico che le imprese non chiedevano gli incentivi e, quando le avete - tardi - semplificate, le imprese hanno ricominciato a fidarsi e voi le avete tradite, togliendo più risorse di quelle che, poi, dovevate rimettere.
Guardate, abbiamo anche proposto un fisco più giusto, con un diritto a restare per i giovani attraverso gli incentivi della Start tax, sterilizzando il drenaggio fiscale con cui prendete dalle tasche di dipendenti e pensionati quello che non avete il coraggio di chiedere agli evasori. E, inoltre, a proposito di sicurezza, non ci venite a dire che non ci sono i soldi, perché non vi abbiamo chiesto noi di buttare un miliardo per costruire delle prigioni inumane, illegali e vuote in Albania (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Riportate in Italia quei soldi e usateli per assumere più Forze dell'ordine.ELLY SCHLEINPRESIDENTE. Concluda, per favore.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)ELLY SCHLEIN (PD-IDP). È tempo di pagelle: non l'ho data io alla Presidente del Consiglio, l'ha data Pagella Politica, dicendo che, nell'ultimo anno, sette su dieci delle sue dichiarazioni erano o imprecise o completamente sbagliate, delle bugie. Si può sbagliare, l'ho fatto anch'io una volta e mi hanno giustamente corretto: avevo detto che 500.000 giovani sono andati via negli ultimi tre anni. Mi sono sbagliata: erano 500.000 persone. Sono comunque tante.
ELLY SCHLEINPRESIDENTE. Deve concludere, onorevole.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)ELLY SCHLEIN (PD-IDP). Le sto incontrando, concludo, Presidente, le incontro tutti i giorni, come quel ragazzo che prendeva 3,5 euro all'ora ed è dovuto andare in Francia per avere 2.700 euro al mese, come la madre che ha il figlio che vive in Germania.
Quello che vi voglio dire è che, dopo tre anni, la vostra propaganda non regge più e chi lo farà valere sono i cittadini italiani che vivono la realtà ogni giorno sulla loro pelle. Costruiremo l'alternativa e andremo a battervi alle prossime elezioni (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle - I deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista si levano in piedi).PAOLO TRANCASSINIPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Trancassini. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Rappresentanti del Governo, Ministro Giorgetti, onorevoli colleghi, beh, siamo al 30 dicembre, siamo in diretta televisiva e credo che non si possa cominciare questo intervento se non facendo gli auguri di buon anno a tutti quanti noi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), al Governo e alla nostra meravigliosa Nazione che avrà ancora un anno di Governo stabile e sarà, ancora per un anno, rappresentata a livello internazionale dalla straordinaria figura di Giorgia Meloni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
Siamo qui ad approvare una manovra finanziaria. Cominciamo subito con una bella notizia, è stata pagata l'ottava rata, nonostante i gufi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia): 12,8 miliardi, la verifica dei 32 obiettivi raggiunti; siamo qui ad approvare una finanziaria che porta con sé la zavorra dei 40 miliardi del superbonus. E, nonostante questo, questo Governo è riuscito nel difficilissimo obiettivo di raggiungere l'equilibrio tra la tenuta dei conti in ordine, e uscire in questo modo dalla procedura di infrazione e, contemporaneamente, dare dei segnali, aiutare le imprese, le famiglie: la riduzione della pressione fiscale dell'Irpef - dal 35 al 33 per cento - del ceto medio, la detassazione del salario accessorio, la riduzione dell'aliquota sui premi di produttività, aiuti per le famiglie, bonus per le madri lavoratrici, la decontribuzione per l'assunzione delle mamme, sostegni agli investimenti delle imprese. Insomma, tutta una serie di misure che, nonostante la tenuta dei conti in ordine, continuano ad andare nella direzione intrapresa dal Governo Meloni.
Ci sono anche norme importanti per la ricostruzione post-sisma del 2016-2017, anche se su questo, con un ordine del giorno, ho chiesto un cambio di passo rispetto a quei comuni che sono stati rasi al suolo, come Amatrice. E poi veniamo ai temi caldi. Ci sono 143 miliardi per la sanità: la cifra più alta mai investita (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Io capisco l'imbarazzo e la difficoltà di una opposizione continuamente alla ricerca di argomenti, ma 143 miliardi in sanità non li aveva mai spesi nessuno. Saranno assunti 6.300 infermieri, saranno assunti 1.000 medici, ci sarà l'aumento degli stipendi per i medici, per gli infermieri, per il personale comunque del comparto sanitario. Ma non mi sottraggo alla provocazione, anche oggi, dell'onorevole Schlein, ma anche del MoVimento 5 Stelle, sulle cosiddette liste d'attesa. A parte che, se avete una ricetta su come migliorare le liste d'attesa, cominciate a darla alle regioni che voi governate (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti della deputata Schlein), visto che la Campania e la Sardegna sono maglia nerissima su questo tema.
Ma suo tramite, Presidente, volevo ricordare all'onorevole Schlein, perché diciamo era molto intrigante il suo intervento precedente in cui mandava la letterina a Babbo Natale: io sono certo che Babbo Natale, il 25 mattina, ha risposto alla collega Schlein dicendo che, probabilmente, si aspettava dalla Schlein non un'esternazione di un problema, perché i problemi il Partito Democratico li conosce benissimo, visto che li crea da qualche decennio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), bensì dare le soluzioni a questo problema, perché questo fa un aspirante Presidente del Consiglio: dare le soluzioni. Questo la collega Schlein non lo può fare, semplicemente perché noi, in quest'Aula, abbiamo discusso le mozioni sulle liste d'attesa. Mentre il centrodestra si è presentato con un'unica mozione - andatelo a verificare - il centrosinistra si è presentato con 5 mozioni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Avete 5 idee diverse su come affrontare il tema delle liste d'attesa. Altro che 16 emendamenti scritti insieme. Per non parlare poi di come normalmente le votate queste mozioni, perché anche sul tema delle divisioni noi ci presentiamo qui, oggi, tutti convintamente con questa legge finanziaria, voi con questi 16 emendamenti sembra che avete raggiunto il massimo dell'obiettivo possibile. Peccato che nell'ultima seduta, nella quale abbiamo approvato le mozioni sul Consiglio d'Europa, su 6 partiti vi siete presentati, anche qui, con 6 mozioni e non ne avete votata una insieme (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), avete chiesto il voto per sillabe separate e avete fatto uno slalom tra i “ma anche”, che manco Tomba all'epoca riusciva a fare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
E comunque, devo dire che sono rimasto anche sorpreso questa notte e questa mattina dall'intervento dei 5 Stelle, del collega Conte, perché vede, Presidente, sentirsi dare lezioni di democrazia e sentirsi dare lezioni su come dovrebbe funzionare un Parlamento da chi ci ha chiuso a casa con i DPCM (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle - I deputati Scotto e Pellegrini: “Vergogna!”), da chi ha inseguito le persone sulla spiaggia, da chi ha approvato il PNRR con una risoluzione… Fratelli d'Italia in quella risoluzione ha avuto due minuti di intervento sul PNRR (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle), abbiamo avuto la parola per due minuti! Beh, lezioni su questo, anche no (Commenti della deputata Serracchiani).
Ma veniamo al capitolo delle armi, perché oggi i “pacifinti” 5 Stelle devo dire che scrivono pagine memorabili (Il deputato Pellegrini: “Porta rispetto!”). Il Governo Conte, Presidente, ha comprato gli F35 per 1 miliardo, quelli che dovevano essere archiviati; ha acquistato droni militari, elicotteri militari, ha aumentato, il Governo Conte, la spesa militare di 3 miliardi. Però dice: eravamo in guerra? No, eravamo in pandemia, adesso siamo in guerra (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Un concetto leggermente diverso.
Allora, Presidente, non è possibile davvero, ma non è possibile che sia la medesima persona. E allora, probabilmente, ci aveva visto giusto Trump quando lo chiamava “Giuseppi”, ma non sono due, devono essere almeno tre, perché due non basterebbero per queste capovolte (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
Ma poi, quanto alle armi, una domanda, Presidente: ma quindi armare l'Italia, armare l'ONU, non si può fare, armare Hamas tramite Hannoun si può fare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Proteste dei deputati Scarpa, Pellegrini e Provenzano)? No, per capire, per capire, solo per capire.
Ma c'è un'altra cosa che mi piace condividere con voi, e cioè che ho sentito, in quasi tutti gli interventi, questo concetto meraviglioso che è una sorta di palla in tribuna quando non si sa che dire: la visione, manca la visione.
Allora, abbiamo cominciato a governare questa Nazione quando era stato riscritto l'articolo 1 e cioè che questa era una Nazione fondata sul reddito di cittadinanza e noi abbiamo riscritto che è fondata sul lavoro. Abbiamo preso una Nazione che ristrutturava castelli, abbiamo pensato a ristrutturare l'economia, l'economia della Nazione. Ci sarà un motivo, ci sarà pure un motivo e una visione che ci permette, oggi, di avere il tasso di disoccupazione più basso degli ultimi 18 anni, la più alta occupazione, il record di occupazione femminile, le agenzie di rating che hanno aumentato la stima nei confronti dell'Italia, il fatto che lo spread è ai minimi storici, che l'export ci ha portato dal 5° al 4° posto. Ci sarà un motivo in tutto questo. Ma, vede, se non ci viene in soccorso la nostra di visione, parliamo della vostra. Perché io, in Commissione, ho sentito parlare, a livello di visione, della liberalizzazione della cannabis, più che una visione una ricerca di allucinazione probabilmente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ho sentito parlare della patrimoniale (Commenti dei deputati dei gruppi del Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle), della decuplicazione della tassa di successione, del reddito di cittadinanza. Allora, quale visione, Presidente? È la visione di chi occupa le case? È la visione di chi strizza l'occhio a chi sputa e insulta i nostri agenti? Quale visione? Anche il Presidente Renzi, nel suo intervento al Senato, ci ha accusato di non avere una visione, anche se la sua probabilmente è la continua ricerca di visibilità (Commenti della deputata Serracchiani), è il tentativo di salire finalmente sull'autobus del Campo largo, anche se la sua rincorsa, visti i calci che prende, somiglia tantissimo a quella scena memorabile di Fantozzi quando tenta di prendere l'autobus al volo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti della deputata Bakkali). Insomma, Presidente, una manovra che siamo ben felici di votare. Nell'annunciare il voto favorevole di Fratelli d'Italia, oltre che ringraziare il Ministro e tutti coloro che hanno lavorato a questo obiettivo, voglio sottolineare che…PAOLO TRANCASSINIPRESIDENTE. Concluda, per favore.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)PAOLO TRANCASSINI (FDI). … è una manovra che mette insieme, una manovra di equilibrio, Presidente, un equilibrio sopra la follia. La follia di una sinistra smemorata, unita solo dall'“anti-melonismo”, incapace di proposte e che tifa sempre e solo contro l'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia, che si levano in piedi).
ABOUBAKAR SOUMAHOROPRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale per le quali è stata disposta la ripresa televisiva diretta.
Scusate, colleghi. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Soumahoro. Ne ha facoltà per due minuti. Silenzio.PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)ABOUBAKAR SOUMAHORO (MISTO). Grazie, Presidente. Il nostro Paese è attraversato da una decrescita demografica, ormai strutturale e cronica, che pone interrogativi rilevanti sul futuro dell'economia e del sistema previdenziale italiano. Nei prossimi 25 anni il rapporto tra popolazione attiva e anziani si ridurrà in modo significativo. Avremo, infatti, tre persone in età lavorativa per ogni due anziani. Si tratta di una sfida complessa che richiede visione, responsabilità, pragmatismo e politiche di lungo periodo. In questo quadro, Presidente - e vado a concludere - l'attuale legge di bilancio avrebbe potuto rafforzare, con maggiore incisività, il sostegno alla natalità, accompagnare più decisamente le imprese nella competizione internazionale e valorizzare il made in Italy nei nuovi scenari.
Basti pensare che nel 2026 il PIL dell'Africa subsahariana crescerà più di quello cinese. Quindi, si tratta di occasioni e opportunità…ABOUBAKAR SOUMAHOROPRESIDENTE. Concluda.
ABOUBAKAR SOUMAHORO (MISTO). …per le nostre imprese. Purtroppo, l'impianto complessivo di questa legge di bilancio non risponde a queste sfide. Presidente - concludo - è la ragione per cui il mio voto sarà contrario.
(Votazione finale ed approvazione - A.C. 2750)
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2750:
S. 1689 - "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028" e relativa Nota di variazioni (Approvato dal Senato).
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva (Vedi votazione n. 1) (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare - I deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista espongono cartelli recanti la scritta: “Disastro Meloni”).
Colleghi, rimuovete i cartelli, sapete che non si può fare. Vi ringrazio. Grazie colleghi.
Gli assistenti, cortesemente, intervengano.
Ne approfitto, colleghi, per fare gli auguri a tutti. Tanti auguri a tutti (Applausi).
Non abbiamo finito poi i nostri lavori, quindi chiedo cortesemente a chi non è interessato di uscire dall'Aula, per cortesia. Diamo due minuti ai colleghi che escono dall'Aula in modo da far intervenire poi i nostri colleghi in maniera serena.
Colleghi, riprendiamo i nostri lavori, quindi, chiedo un po' di silenzio, per cortesia. - Interventi di fine seduta. PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)VALENTINA GHIO
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)VALENTINA GHIO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Presidente, prendo la parola anche a nome del gruppo del Partito Democratico per rendere omaggio e ricordare l'avvocata Fernanda Contri (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), scomparsa a novant'anni sabato scorso all'ospedale di Rapallo.
Fernanda Contri è stata una figura che ha saputo incarnare con rara coerenza, con il senso più alto del servizio alle istituzioni della Repubblica il suo ruolo, i suoi tanti ruoli istituzionali. La ricordiamo con gratitudine, consapevoli che la sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella vita istituzionale, giuridica e civile del nostro Paese.
Fernanda Contri è stata prima di tutto una donna delle istituzioni, le ha attraversate senza mai piegarle agli interessi personali o di parte, ma vivendole come luoghi di responsabilità, di tutela dei diritti di tutte e di tutti. Avvocata, fu la prima donna, nel 1996, a diventare giudice della Corte costituzionale, nominata dal Presidente Scalfaro. Fu Ministra per gli Affari sociali e componente del Consiglio superiore della magistratura. In particolare, quello della Corte fu un passaggio storico che visse non come un traguardo individuale, ma come un dovere verso le generazioni future. Amava ricordare che i diritti non sono astrazioni, ma sono strumenti concreti di protezione delle persone, soprattutto delle più fragili. In questo spirito, si è dedicata, con particolare attenzione, ai minori. Voglio ricordare qui l'attività fatta come Ministro a tutela, a favore dei bambini dell'ex Jugoslavia in guerra.
Fernanda Contri è stata anche una instancabile divulgatrice della Costituzione: la considerava un testo non da celebrare retoricamente, ma un'architettura vivente, una “Bibbia laica”, per usare le sue parole. Viveva con senso profondo il suo antifascismo. Amava ricordare di essere moglie di un partigiano non come titolo, ma come una radice morale della propria storia. Con il senso dell'umorismo che la caratterizzava, quando incontrava i ragazzi diceva sempre…VALENTINA GHIOPRESIDENTE. Concluda.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)VALENTINA GHIO (PD-IDP). …che lei, da ragazzina, sognava di sposare un partigiano e aveva realizzato il suo sogno. Ho avuto l'onore e il privilegio di esserle amica. Fu un'esperienza di confronto intenso e leale con Fernanda. È stato un punto di riferimento autentico, capace di unire l'altissimo profilo istituzionale a una profonda umanità. Concludo dicendo che, nel ricordarla oggi, non rendiamo omaggio soltanto a una grande giurista, a una servitrice dello Stato, ma a una donna che ha creduto fino in fondo nella funzione emancipatrice del diritto e nella forza delle istituzioni democratiche. A Fernanda Contri va il nostro riconoscente saluto, la mia personale gratitudine per il privilegio della sua amicizia, e alla figlia Anna e alla sua famiglia il nostro pensiero più sincero (Applausi).
VITTORIA BALDINOPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)VITTORIA BALDINO (M5S). Grazie, signor Presidente. Intervengo perché si parla spesso di difesa. Ecco, intervengo per difendere e tutelare un territorio che, troppo spesso, soffre isolamento e abbandono.
Sono passati quasi tre anni dal crollo del viadotto Ortiano 2 a Longobucco: ce lo ricordiamo tutti quel ponte crollato sotto una pioggia neanche troppo abbondante. Si tratta di un'opera i cui lavori sono durati 50 anni, per cui lo Stato ha speso 100 milioni di euro. Oggi, dopo tre anni, i cittadini della comunità, gli amici di Longobucco, ancora non hanno certezza né sui tempi, né sulla garanzia che la viabilità venga ripristinata - quindi, il diritto a non rimanere isolati di una comunità intera, una di quelle che resiste allo spopolamento e alla desertificazione -, che possa essere ripristinata.
Quindi, oggi annuncio che ho presentato la terza interrogazione sulla ricostruzione del viadotto, perché facciamo anche questo, no? Facciamo attività di pressione e indirizzo, ma anche di sindacato ispettivo, soprattutto per evitare che alcune cose si possano ripetere. Ci sono lavori in corso, una parte di un lotto è stata consegnata. Vogliamo avere certezza sui tempi di realizzazione dei lavori, sui tempi di consegna, sulla messa in sicurezza del torrente, sul fatto che i lotti consegnati siano stati realizzati a regola d'arte e sul fatto se gli argini dei fiumi siano protetti: insomma, vogliamo avere garanzia sulla sicurezza, sulla tutela e sul diritto alla mobilità dei cittadini calabresi e dei cittadini di Longobucco, perché il vero ponte che dobbiamo costruire è quello tra una politica che fa le cose che servono e i cittadini che oggi si sentono sempre più abbandonati (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).FRANCESCO EMILIO BORRELLIPRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Grazie, Presidente. Mi permetta di aprire il mio breve intervento ricordando il due volte oro olimpico che è scomparso prematuramente ieri, Davide Tizzano, che ho avuto l'onore di conoscere e che voglio ricordare in quest'Aula come uomo, come atleta, come italiano e come napoletano.
Faccio questo breve intervento perché, tramite la sua persona, chiedo, visto che oramai è certo che ci saranno questi aumenti autostradali, compresa la tangenziale di Napoli, di aprire una procedura per risolvere, una volta per tutte, la vicenda vergognosa che riguarda la tangenziale di Napoli, l'unico asse viario interno a una città a pagamento in Europa. Era stato costruito negli anni Sessanta a spese dei napoletani, che dovevano pagare il pedaggio per ripagarselo in quarant'anni. Nel 2001 si è completato questo iter, ma dal 2001 questo pedaggio continua a essere a pagamento e addirittura è arrivato a 1 euro. Dal 1° gennaio 2026 - secondo quello che emerge dai dati tabellari del Ministero - aumenterà a 1,05 euro il balzello per i cittadini napoletani e campani.
Noi chiediamo che, invece, si faccia come negli altri assi viari interni alla città in tutta Europa e in tutta Italia, cioè che i passaggi interni alla città di Napoli siano gratuiti perché, come avviene per gli altri passaggi autostradali e per le altre tangenziali, non si capisce perché solo a Napoli i napoletani devono pagare. È un po' come l'RC auto: poiché sei napoletano vieni stangato a prescindere.
Quindi chiedo, tramite la sua persona, che il Ministero apra finalmente una procedura su questa vicenda inaccettabile. - Ordine del giorno della prossima seduta. PRESIDENTE (FONTANA Lorenzo)
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
Lunedì 5 gennaio 2026 - Ore 15:
1. Comunicazioni del Presidente.
