Lavori

Temi dell'attività parlamentare (i 10 più recenti)

Diritto e giustizia

Repressione della propaganda del regime fascista

Il 10 luglio 2017 l''Assemblea della Camera dei deputati avvia la discussione del provvedimento A.C. 3343-A (on. Fiano), volto ad introdurre nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.
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Traffico di organi

La Camera ha approvato l'11 maggio 2017 il disegno di legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa contro il traffico di organi. Il provvedimento passa all'esame del Senato (A.S. 2833). E' invece già entrata in vigore la legge n. 236 del 2016 che introduce nel codice penale il delitto di traffico di organi prelevati da persona vivente e prevede un'aggravante quando la commissione di tale delitto sia l'obiettivo di un'associazione a delinquere.
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Delitti contro il patrimonio culturale

La Camera ha approvato il 22 giugno 2017 un disegno di legge del Governo che inserisce nel codice penale fattispecie illecite a tutela del patrimonio culturale. Il provvedimento passa, quindi, all'esame del Senato
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Tutela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro singoli componenti

La legge 3 luglio 2017, n. 105, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2017, è volta a rafforzare gli strumenti penali contro le intimidazioni ai danni degli amministratori locali. Il provvedimento ha origine dal lavoro svolto dalla Commissione parlamentare di inchiesta su tale fenomeno che, istituita al Senato il 3 ottobre 2013,  ha terminato i suoi lavori il 26 febbraio 2015 con l'approvazione all'unanimità di una relazione finale.
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Legittima difesa

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura, il 4 maggio 2017, una proposta di legge diretta a regolamentare le ipotesi in cui è riconosciuta la legittima difesa domiciliare. Il provvedimento passa all'esame del Senato.
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D.L. 14/2017: sicurezza urbana

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, nel testo già approvato con modificazioni dalla Camera, che introduce disposizioni urgenti a tutela della sicurezza delle città.
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Assistenza giudiziaria penale

Il Parlamento ha approvato la legge 21 luglio 2016, n. 159, che autorizza la ratifica della Convenzione di Bruxelles del 2000 sull'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione e delega il Governo a dettare disposizioni di adeguamento interno. La legge, inoltre, modifica alcune disposizioni del codice di procedura penale relative all'estradizione e delega il Governo a riformare il libro XI del codice di procedura penale relativo ai rapporti giurisdizionali con le autorità straniere. Il 3 febbraio 2017 il Governo ha presentato alle Camere uno schema di decreto legislativo volto a dare attuazione alla Convenzione di Bruxelles (A.G. n. 387); sul provvedimento le commissioni parlamentari dovranno esprimere un parere entro il 5 marzo 2017.
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Il contrasto alla violenza contro le donne

L'ordinamento italiano non prevede misure volte a contrastare specificamente ed esclusivamente condotte violente in danno di donne, né prevede specifiche aggravanti quando alcuni delitti abbiano la donna come vittima. Per il nostro diritto penale, se si esclude il delitto di mutilazioni genitali femminili, il genere della persona offesa dal reato non assume uno specifico rilievo (e conseguentemente non è stato fino a pochi mesi fa censito nelle statistiche giudiziarie).  Peraltro, questa legislatura si è fino ad oggi caratterizzata per la ratifica della Convenzione di Istanbul, per l'introduzione di modifiche al codice penale e di procedura penale per inasprire le pene di alcuni reati, più spesso commessi in danno di donne, per l'approvazione del Piano d'azione straordinario contro la violenza di genere e per la previsione di stanziamenti per il supporto delle vittime.
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Carceri

Il problema del sovraffollamento carcerario, e delle iniziative necessarie a ridurlo, ha segnato la prima parte dell'attuale XVII legislatura. Alla data di avvio della legislatura, il 15 marzo 2013, erano presenti nelle carceri italiane 65.906 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 44.041 unità. Vi erano dunque 18.865 detenuti in eccedenza rispetto ai posti previsti (+ 42,8%). Ben 25.136 reclusi erano in custodia cautelare (il 38% dei presenti in carcere). Tali numeri, peraltro, non rappresentavano una novità per il nostro Paese. Basti pensare che nel giugno 2006, alla vigilia della legge che avrebbe poi concesso l'indulto, erano presenti in carcere 61.264 detenuti (seppure con una capienza regolamentare di 43.219), con una percentuale di sovraffollamento del 42%. All'indomani dell'indulto del 2006 la popolazione carceraria era scesa a 39.005 detenuti (31 dicembre 2006). Negli anni seguenti, tuttavia, si è registrato un rapido ritorno alla situazione pre-indulto: le presenze al 31/12/2007 erano già 48.693; a fine 2008 58.127, a fine 2009 64.791, a fine 2010 67.961. Alla fine del 2012, a poche settimane dall'avvio della legislatura, i detenuti presenti erano 65.701.
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Gli interventi sul diritto fallimentare

La crisi economica degli ultimi anni ha determinato numerosi interventi del legislatore sulle procedure concorsuali, con la finalità di sostenere i tentativi delle aziende in difficoltà di rimanere operative sul mercato, evitando il fallimento. Nella stessa direzione, della difesa dei cittadini esposti alla crisi economica, vanno le disposizioni sulla c.d. composizione delle crisi da sovraindebitamento, introdotte nella scorsa legislatura. Una ampia riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza è stata annunciata dal Governo in questa legislatura.
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